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Carlo Guccione: «Anche Jole Santelli protagonista del dissesto di Cosenza»

COSENZA – «In queste ore gli elettori “social” stanno assistendo alla pantomima del grande abbraccio, della pace ritrovata, tra Jole Santelli e i fratelli Occhiuto, con Mario soprattutto. Ma siamo certi che nessuno è disposto a prestare credito a questa che è una pagliacciata, a tutti gli effetti». Così, in una nota, Carlo Guccione, candidato nella lista Pd per il consiglio regionale.

«Il candidato alla presidenza della Regione per il centrodestra era Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza – continua Guccione -. Lo sanno anche le pietre questo. Sindaco di Cosenza che ha pagato poi trame e fuoco amico e colpe, ovviamente. Una su tutte, aver consegnato al dissesto certificato la città. Bene, anzi male. E chi finisce per presentare poi il centrodestra per la stessa candidatura alla presidenza della Regione? Il vicesindaco di Cosenza, naturalmente. Il sindaco non va bene, il suo vice sì. Come fosse un marziano che è passato dal Crati in questi anni. Il primo cittadino paga soprattutto il timbro del dissesto di Cosenza mentre il suo vice, la sua ombra per tanti anni, corre gloriosamente per la stessa carica a cui lui ambiva. Se ne accorge anche un bambino che c’è qualcosa di molto strano in questa vicenda».

«Da qualche parte ci sarà sicuramente traccia formale di autografi di Santelli in uno dei tanti documenti di bilancio comunale di Cosenza finiti poi nel mirino della Corte dei Conti – continua ancora Carlo Guccione -. I detrattori di Occhiuto interni al centrodestra lo sanno benissimo. Ma quello che stride di più è il dato politico. Davvero paradossale. Il sindaco “colpevole” per una amministrazione che però invece diventa un “premio” per il suo vice. Ma Occhiuto e Santelli non hanno governato insieme Cosenza? La candidata alla presidenza della Regione cosa dice dell’immondizia che sovrasta la città? E dei debiti fuori bilancio? Delle cooperative o dei dipendenti per mesi senza stipendio? Non dice nulla? Ha fatto solo la turista a Cosenza?».

«Alla fine – continua Guccione – sono sempre gli interessi della Calabria e dei calabresi a rimetterci. Chi ha assistito al confronto in tv tra i candidati alla presidenza della Regione di una cosa non poteva che convincersi. La sedia destinata alla concorrente del centrodestra era come vuota, non occupata. Non pervenuta Jole Santelli nel corso del dibattito. Non ho mai condiviso né apprezzato le politiche “visionarie” ed “espansionistiche” del sindaco di Cosenza – conclude Carlo Guccione -. Ma va pur detto che Mario Occhiuto ha comunque sempre avuto in mente un progetto per la città e, per più di un anno, anche per la Calabria. Progetto che avremmo fermamente combattuto e sconfitto ma un progetto c’era. Ora occorre invece passare dagli studi di “Chi l’ha visto” se si chiede altrettanto a Jole Santelli…».

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