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Denunciato per orge e chat erotiche, si tratta di un prete calabrese

colletto_preteCURINGA (CZ) – È calabrese il sacerdote coinvolto nello scandalo degli incontri gay. Il prete, Don Antonio Calvieri originario di Curinga (CZ), facente parte della chiesa del Santissimo Crocefisso di Taranto e priore provinciale dei carmelitani, è stato denunciato per orge e chat erotiche su Facebook e Skype, per scambio di foto intime e sesso a pagamento.

Ad accusarlo è stato Andrea Bardon, un ex cuoco 32enne di Rovigo, che ha presentato querela presso la Procura della Repubblica di Rovigo. L’uomo ha raccontato di aver iniziato a frequentare telematicamente il prete per la sua religiosità poiché si trovava in un momento di difficoltà. “A dicembre – ha dichiarato – sono stato contattato dal parroco, dalla chat siamo passati alle telefonate e a Skype, e qualche giorno dopo sono iniziate le provocazioni”.

Prima la confessione della sua omosessualità, poi richieste sessuali esplicite, invio e richieste di fotografie. “Mi chiamava amore, diceva che gli piacevo e che ero bello e un giorno mi ha confidato di essere gay e di avere frequenti rapporti omosessuali con altri preti. Inizialmente mi ero illuso di aver trovato una guida spirituale che mi potesse aiutare, anche perché in quel periodo avevo dei problemi”, queste le affermazioni del giovane di Rovigo. Il parroco di Taranto gli avrebbe confidato altresì di avere un’intensa vita sessuale quasi sempre con preti, ma non solo ed ha raccontato anche di una storia avuta con un giovane militare della Guardia svizzera del Vaticano.

Quindi la decisione di denunciare il fatto, “ho deciso di registrare tutto per poi denunciarlo perché penso sia collegato a un giro per adescare ragazzi, anche giovani, per scopi sessuali, in cambio di favori economici e ricariche”, ad occuparsi del caso è il Tribunale Ecclesiastico. Nei giorni scorsi Filippo Santoro, l’arcivescovo della città, ha comunicato che il sacerdote in questione è già stato rimosso dalle sue funzioni, non appena è stata accurata l’attendibilità dei fatti.

“Ora il parroco non si trova più nel capoluogo ionico e l’ordine religioso è stato interpellato ed esprimerà il nome di un nuovo parroco entro mercoledì prossimo. Inutile dire che i sentimenti dell’arcivescovo e della Curia sono quelli del rammarico e dello sconcerto, specie perché questa notizia arriva in giorni in cui la Chiesa di Taranto è stata attraversata da momenti indimenticabili dal punto di vista della fede, proprio per la ricchezza e la devozione del Triduo Santo”. Inoltre, la Curia tiene a precisare, tramite un comunicato, che “nella documentazione acquisita dal tribunale ecclesiastico al momento non c’è traccia alcuna del coinvolgimento in diocesi di altri sacerdoti”.

Secondo alcune indiscrezioni, l’esposto del denunciante è corredato da oltre 300 conversazioni, screenshot e registrazione in webcam di filmati. La Procura della Repubblica di Rovigo indagherà su quanto denunciato dal giovane cuoco che ha anche annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile.

D.D.M.

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