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Operazione “All Clean”, confiscati beni per un valore di circa 90 Mln di euro alla cosca Pesce

Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, unitamente al R.O.S. e al Comando Provinciale di Reggio Calabria dell’Arma dei Carabinieri, nel periodo novembre 2012 – novembre 2013, hanno dato esecuzione a complessivi dodici decreti, con i quali il Tribunale di Reggio Calabria – Sezione Misure di Prevenzione, ha disposto la confisca di un ingente patrimonio.

 

Questo è costituito da beni immobili, beni mobili registrati, attività commerciali e disponibilità finanziarie, in quanto ritenuti essere il frutto delle plurime attività delittuose commesse dagli Organi di Vertice e dagli affiliati di rilievo del potente sodalizio di ‘ndrangheta, denominato “Cosca PESCE di Rosarno”, egemone nella Piana di Gioia con ramificazioni in tutto il territorio nazionale e, particolarmente in Lombardia.

I provvedimenti ablativi, che consentono l’incameramento dei beni nel patrimonio dell’Agenzia Nazionale dei Beni confiscati e, quindi, dello Stato,  sono il frutto ed il coronamento di una lunga serie di accertamenti economico – patrimoniali esperiti dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria di Reggio Calabria, avviati sin dall’anno 2010, congiuntamente al Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria e R.O.S..

Tali indagini rappresentano la naturale prosecuzione – per un’efficace ed efficiente lotta alle mafie – delle due precedenti operazioni di P.G., denominate “ALL  INSIDE 1 e 2”, scattate il 28 aprile ed il 23 novembre 2010, che hanno consentito di ricostruire, attraverso la disamina della documentazione fiscale e contabile acquisita, la genesi patrimoniale dei beni immobili eo mobili registrati e dei complessi aziendali sequestrati, talvolta fittiziamente intestati a soggetti terzi, al fine di eludere l’applicazione di provvedimenti cautelari e/o ablativi, ma di fatto riconducibili alla storica famiglia  di ‘ndrangheta “PESCE di Rosarno”.

L’attività  di analisi ha consentito, altresì, di documentare la manifesta sproporzione esistente tra i modesti redditi dichiarati dai soggetti investigati e dai componenti i rispettivi nuclei familiari in rapporto agli ingenti investimenti effettuati ed alle acquisizioni patrimoniali agli stessi riconducibili.

In particolare, sono stati sottoposti a confisca:

– Imprese e Società, comprensive del loro patrimonio aziendale – per totali 14 attività economiche operanti – in regime di monopolio mafioso – nel settore dei trasporti, agrumicolo, della vendita di carburanti e lubrificanti e dell’abbigliamento;

– 2 società di calcio dilettantistico, alimentate con i proventi delle estorsioni ed utilizzate per allargare le conoscenze, le relazioni e gli affari della cosca.

– vasti appezzamenti di terreno agricolo, coltivati ad agrumeto e kiwi, per un’estensione di oltre 300 mila metri quadri;

– 19 beni immobili, tra i quali, sono ricomprese due ville di pregio, di cui una sita al centro della città di Rosarno ed una sul promontorio di Capo Vaticano, nonché un vasto complesso sportivo;

– numerosi veicoli, sia ad uso privato che commerciale, alcuni dei quali già assegnati alle Forze di Polizia per il loro utilizzo negli specifici servizi di contrasto al fenomeno mafioso;

– plurimi rapporti finanziari bancari, postali ed assicurativi.

Il valore del patrimonio confiscato ammonta a circa 90 milioni di Euro.

Altresì, è stata dispostal’irrogazione nei confronti dei seguenti membri apicali della summenzionata cosca, della misura di prevenzione personale della Sorveglianza Speciale di P.S., con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza ed il versamento di una cauzione in denaro:

– PESCE Antonino cl.’53 inteso “Testuni”, indiscusso vertice della potente cosca pesce, già detenuto in regime di 41 bis nonché recentemente condannato, dal Tribunale di Palmi, in data 3.5.2013, nell’ambito del procedimento penale 4302/06 convenzionalmente denominato “All Inside”, alla pena della reclusione per anni 28, odierno destinatario della Sorveglianza Speciale di P.S. per anni cinque;

– PESCE Francesco cl.’78 – inteso “Ciccio Testuni”, primogenito del capocosca Antonino, recentemente condannato dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria, in data 27.2.2013, nell’ambito del procedimento penale 4302/06 convenzionalmente denominato “All Inside”, alla pena della reclusione per anni 13 e mesi 4, odierno destinatario della Sorveglianza Speciale di P.S. per anni quattro;

– PESCE Marcello cl.’64 – inteso “U Ballerinu”, nipote del patriarca e boss mafioso deceduto “Peppe” PESCE cl.’23, nonché cugino di PESCE Antonino cl. ’53, uno dei “gerarchi” dell’omonima cosca, in stato di latitanza, recentemente condannato, dal Tribunale di Palmi, in data 3.5.2013, nell’ambito del procedimento penale 4302/06 convenzionalmente denominato “All Inside”, alla pena della reclusione per anni 15 e mesi 6, odierno destinatario della Sorveglianza Speciale di P.S. per anni quattro;

– ARENA Domenico cl.’54, detto “Mimmo” – cognato del “gerarca” PESCE Vincenzo detto “U Pacciu”, recentemente condannato dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria, in data 27.2.2013, nell’ambito del procedimento penale 4302/06 convenzionalmente denominato “All Inside”, alla pena della reclusione per anni  8, odierno destinatario della Sorveglianza Speciale di P.S. per anni quattro;

– MATALONE Roberto cl.’77, genero del capocosca PESCE Antonino cl. ’53 (avendo sposato la figlia PESCE Maria Grazia cl.’82) ed elemento di spicco, con ruoli operativi sotto la direzione del cognato PESCE Francesco cl.’78, recentemente condannato, dal Tribunale di palmi, in data 3.5.2013, nell’ambito del procedimento penale 4302/06 convenzionalmente denominato “All Inside”, alla pena della reclusione per anni 13 e mesi 10, odierno destinatario della Sorveglianza Speciale di P.S. per anni tre;

– LEOTTA Domenico cl.’60 – inteso “U Longu”,elemento di spicco con ruoli operativi, sotto la direzione dei boss PESCE Francesco cl.’78 e PESCE Marcello cl.’64, soprattutto nel settore della droga e delle armi, recentemente condannato, dal Tribunale di Palmi, in data 3.5.2013, nell’ambito del procedimento penale 4302/06 convenzionalmente denominato “All Inside”, alla pena della reclusione per anni 16 e mesi 10, odierno destinatario della Sorveglianza Speciale di P.S. per anni tre;

– MESSINA Maria Grazia cl.’42, suocera del capocosca PESCE Antonino, rivestente un ruolo economico – operativo all’interno del gruppo criminale, odierna destinataria della Sorveglianza Speciale di P.S. per anni tre;

– i germani RAO Rocco cl. ’61 e RAO Franco cl.’64 – inteso “U puffo/U nano”, nipoti del defunto boss “Peppino” PESCE cl. ’23, nonché cugini del capocosca PESCE Antonino cl.’53, diretti collaboratori quali finanziatori della cosca pesce attraverso il riciclaggio – attraverso le proprie attività commerciali – di assegni bancari provento di attività estorsive, recentemente condannati, dal tribunale di Palmi, in data 3.5.2013, nell’ambito del procedimento penale 4302/06 convenzionalmente denominato “All Inside”, alla pena della reclusione, rispettivamente, per anni 16 ed anni 17, nonché entrambi odierni destinatari della Sorveglianza Speciale di P.S. per anni tre;

– VARRÀ Domenico cl.’54 – inteso “Mister”, faccendiere della cosca pesce, delegato a curare gli interessi primari della cosca anche afferenti il mondo del calcio, recentemente condannato, dal Tribunale di Palmi, in data 3.5.2013, nell’ambito del procedimento penale 4302/06 convenzionalmente denominato “All Inside”, alla pena della reclusione per anni 16 e mesi 4, odierno destinatario della Sorveglianza Speciale di P.S. per anni tre;

– DI MARTE Francesco cl.’63, inteso “U Tetenna”, avente una caratura di assoluto rilievo in seno alla “cosca pesce” nella quale riveste incarichi operativi nel settore del traffico di sostanze stupefacenti e delle estorsioni e compiti di intermediazione con l’esterno, odierno destinatario della Sorveglianza Speciale di P.S. per anni tre.

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