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Luigi Preiti incapace di intendere e di volere

Luigi Preiti non era in grado di intendere e di volere il 28 aprile scorso, quando fece fuoco contro alcuni carabinieri in servizio davanti a Palazzo Chigi. Secondo quanto riporta l’Agi, in quel periodo il 46enne calabrese faceva uso di cocaina per superare la depressione.

Queste sono le conclusioni a cui è giunta la consulenza firmata dal professore Maurizio Marasco, sollecitata dai difensori di Preiti che che chiederanno al gup il giudizio abbreviato condizionato all’effettuazione di una perizia psichiatrica.

Secondo Marasco, specialista in neurologia e psichiatria, “sulla condotta-reato posta in essere da Preiti ha influito lo stato psicopatologico in cui all’epoca l’uomo versava, ovvero la ‘depressione maggiore’ e l’abuso della cocaina, assunta non in relazione ad una condizione tossicomanica, bensì come mezzo terapeutico per combattere” il male oscuro. La depressione e la cocaina hanno fatto germogliare in Preiti la folle idea di compiere un gesto estremo, eclatante, auto ed etero-aggressivo, anche finalizzato ad attirare l’attenzione sui propri problemi”.
E a farne le spese sono stati il brigadiere Giuseppe Giangrande, ferito gravemente al collo, e l’appuntato Francesco Negri, colpito ad una gamba. E’ andata meglio al terzo militare colpito solo al giubbetto antiproiettile e ad un quarto che si è gettato a terra.

 

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