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Priorità ai tamponi su chi rientra in Calabria. Il Sant’Andrea Hospice ed il suo personale “in ostaggio”

Il Sant’Andrea Hospice, struttura accreditata e convenzionata con la ASP di Catanzaro è costretta a non fornire il servizio assistenziale perché il suo personale, rimasto in quarantena domiciliare dal 22 aprile, dopo il caso positivo della paziente proveniente dalla Domus Aurea di Chiaravalle e inviata al
Sant’Andrea Hospice dall’Ospedale di Soverato, a tutt’oggi non ha ancora ricevuto l’esito dei tamponi di controllo che sono stati effettuati i giorni 5 e 6 maggio.
“L’ASP di Catanzaro – fanno sapere – data l’urgenza di riprendere quanto prima il servizio pubblico erogato dal Sant’Andrea Hospice, aveva rassicurato l’Amministrazione della Fondazione che gli esiti dei tamponi sarebbero giunti tempestivamente.
Scopriamo, invece, in queste ore, che i tamponi del personale del Sant’Andrea
Hospice non hanno avuto la priorità, rispetto a quelli eseguiti su coloro che rientrano in Calabria, considerati perciò più importanti della ripresa di un servizio assistenziale essenziale come quello destinato alle cure palliative”.

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