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De Nardo (Fimmg Catanzaro): “Attueremo ogni forma di lotta legale o sindacale a tutela dei medici di continuità assistenziale”

“Così si mette in ginocchio una categoria, una generazione che ha sempre lavorato in silenzio. Così si trattano i medici che per il solo fatto di essere nati in un momento sbagliato non hanno potuto fare altro. Noi siamo il tappeto sotto cui nascondere l’immondizia”.

“Queste dure e avvilenti parole, pronunciate da un medico di medicina generale del settore continuità assistenziale, sono sintomatiche – afferma il dott. Gennaro De Nardo, segretario generale della Fimmg di Catanzaro – del disagio che stanno vivendo sul territorio i presidi di guardia medica”.
“Per tali ragioni salutiamo favorevolmente – aggiunge il segretario Fimmg – la richiesta formulata all’Asp di Catanzaro dal commissario Cotticelli e dal direttore generale del dipartimento Tutela Salute Antonio Belcastro di sospendere l’esecutività della delibera n. 64 del 12 febbraio 2020 con la quale si propone la riduzione delle postazioni di continuità assistenziale sul territorio provinciale dalle attuali 60 a 25. Ma ciò non toglie che, come sindacato rappresentativo della medicina generale, riteniamo opportuno esprimere alcune considerazioni volte a tutelare la dignità e la professionalità dei medici di continuità assistenziale e a stigmatizzare le condizioni avvilenti in cui sono costretti a operare”.
“L’atto deliberativo dell’Asp di Catanzaro – sostiene il dott. De Nardo – è giunto senza alcuna concertazione con le parti sociali e in un momento di particolare criticità del sistema sanitario provinciale e regionale: gli organici ospedalieri sono interamente sottodimensionati e l’emergenza territoriale 118 vive un momento di profonda crisi non attirando l’interesse dei medici ad operare in questo delicato servizio. Di recente, l’ASP di Catanzaro ha sospeso l’erogazione di una indennità aggiuntiva a tutti i medici dell’emergenza causando una proclamazione di sciopero. Ormai sono sempre più numerose le postazioni demedicalizzate del 118 con ambulanze che operano senza il supporto del medico e quindi con tutti i rischi connessi. Tutto ciò inevitabilmente ricade sulla pelle dei medici di continuità assistenziale, lasciati in solitudine, in strutture fatiscenti, pericolose e prive di ogni supporto necessario a garantirne la sicurezza. Questi ‘Eroi della Notte’ restano da soli a gestire sempre più vasti territori, chiamati spesso e volentieri ad intervenire in situazioni proprie dell’emergenza e non della continuità delle cure, sottoposti a continue vessazioni, nei confronti dei quali, peraltro, l’azienda non ha alcun potere autoritativo al di fuori dei compiti previsti dall’accordo collettivo nazionale. La delibera 64 dell’ASP di Catanzaro è autoreferenziale e irricevibile, e, quindi, inapplicabile nello scenario attuale in cui versa l’assistenza territoriale. Il documento sarà posto all’attenzione del Comitato Aziendale Permanente dell’ASP di Catanzaro, già convocato per il 25 febbraio p.v. presso la sede di via Daniele, e saranno i componenti di questo organismo tecnico – contrattuale e paritetico ad esprimere un parere contrario o favorevole”.
“In ogni caso – osserva il segretario generale Fimmg – siamo disponibili ad una rivisitazione delle postazioni di continuità assistenziale a patto che questa avvenga secondo scelte razionali e virtuose, con misure volte a migliorare quelle esistenti e tutelando i professionisti che vi operano all’interno. Non tolleriamo iniziative come quelle prospettate dalla delibera dell’Asp di Catanzaro che mettono a repentaglio l’assistenza ai cittadini e sviliscono il ruolo e l’immagine dei medici di medicina generale. “Da oggi – annuncia De Nardo – non tollereremo più tali metodi. La Fimmg, sindacato maggiormente rappresentativo dei medici di famiglia che conta circa 250 iscritti sul territorio provinciale, non starà a guardare e attuerà ogni forma di lotta sindacale e legale senza escludere la possibilità di proclamare uno sciopero che coinvolga tutte le figure professionali del territorio al fianco dei medici della continuità assistenziale”.

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