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“Boicottiamo Junior Cally”, l’appello di Maria Antonietta Rositani, ustionata a Reggio Calabria dal marito

“Il rapper Junior Cally nella canzone ‘Strega’ rappresenta una violenza della quale io stessa sono stata vittima. Gli insulti, la frase ‘l’ho ammazzata’, accompagnata dalle immagini nel video di una donna legata a una sedia con un sacchetto in testa mentre cerca invano di liberarsi, sono parole orripilanti. Gli aggettivi utilizzati da Junior Cally, cosi’ come il ‘ti ammazzo’, li ho sentiti spesso pronunciare dal mio ex marito e mi hanno distrutto dentro prima di essere ridotta da lui nelle mie attuali condizioni fisiche. Sono parole che una donna non dovrebbe mai sentire e che invece chi subisce violenza conosce benissimo”.

Maria Antonietta Rositani, ricoverata da oltre 10 mesi al Policlinico di Bari per le ustioni riportate sul 50% del corpo, dopo che l’ex marito, Ciro Russo, il 12 marzo del 2019 a Reggio Calabria, le ha gettato addosso benzina appiccando poi il fuoco, al culmine di 20 anni di aggressioni e umiliazioni patite, esprime parlando con l’AGI i sentimenti di “rabbia, dolore e paura” che il caso Junior Cally le ha fatto rivivere.

Maria Antonietta racconta di aver appreso la notizia mentre le stavano facendo l’ennesima medicazione: “Questa vicenda mi ha scosso moltissimo e addolorato. All’inizio pensavo fosse una bufala, che non fosse possibile che un personaggio del genere potesse partecipare al Festival di Sanremo, invece poi ho scoperto che era realtà. Non riuscivo a credere che il palco potesse essere calpestato da uno come lui. Secondo me lasciarglielo fare sarebbe come consentirgli di calpestare una donna. E, quindi, non potevo credere che gli fosse stato permesso di calpestarla. Sono indignata e ferita”.

“Premesso che determinate canzoni non dovrebbero essere nemmeno pubblicate e messe in circolazione – prosegue Maria Antonietta – non sarebbe dovuta proprio passare l’idea di ammettere in gara chi incita al femminicidio e considera la donna – non solo in ‘Strega’ ma anche in altri testi – come un oggetto, tra l’altro proprio in un periodo in cui tantissime donne, io tra loro, tantissime persone, lottano per i diritti delle donne, contro la violenza sulle donne. Ricordo che da piccola con i miei genitori aspettavamo di poterci sedere insieme per ‘gustare’ il Festival e la bellezza di quel palco, forse il più bello che ci sia. Oggi non mi sognerei mai di dire ai miei figli di guardarlo. Nel momento in cui Junior Cally apparirà, è normale che cambierò canale subito o spegnero’ la tv, perche’ la sua visione mi farebbe riaffiorare dei ricordi orribili, quindi rabbia, sicuramente di nuovo paura perché mi richiamerebbe alla mente quello che cerco tutti i giorni di combattere, la violenza che mio marito mi ha fatto”.

“Purtroppo – riflette Maria Antonietta Rositani – ormai il danno è stato fatto, il rapper il suo scopo lo ha raggiunto, ha fatto parlare di sé, ha fatto sì che anche chi non conoscesse quel tipo di canzoni ne potesse venire a conoscenza. Certo l’esclusione sarebbe un segnale meraviglioso – ammette – ma temo che questo non avverrà. Potremmo sperare che lui faccia un passo indietro ma anche su questo ho i miei dubbi. L’unica cosa che rimarrebbe da fare è da parte di noi cittadini, che paghiamo il canone Rai, spegnere i televisori o cambiare canale quando lui arriva sul palco dell’Ariston, per far capire a tutti, compresa la Rai, che la maggior parte del Paese sta accanto alle donne che come me soffrono inermi in un letto di ospedale, che hanno subito o che stanno subendo violenza. Che si è contro la violenza. E per impedire anche che i comportamenti dell’uomo violento vengano legittimati dal fatto che chi tratta pubblicamente la donna in questo modo ignobile salga addirittura sul palco dell’Ariston. È il minimo che si possa fare per dimostrare solidarietà verso una donna che è stata ed è vittima di aggressioni”.

Se Junior Cally ci sarà, Maria Antonietta si augura che “almeno abbia la decenza di presentarsi senza la maschera, quella maschera che come l’ha descritta nella sua canzone è qualcosa di spregevole, realizzata con la pelle della borsa della donna dopo averla uccisa. E che parli nella canzone in gara di politica non significa nulla, conta il suo vissuto in virtù del quale non gli dovrebbe essere concesso di affrontare alcun argomento per lanciare messaggi. Secondo Junior Cally – conclude Maria Antonietta – bisognerebbe andare al Festival senza ipocrita buonismo esprimendo liberamente l’arte, ma se la sua arte è quella che ha mostrato finora a me fa veramente paura”.  (AGI)

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