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FIMMG E SIMG: “Evitare gli effetti tossici da vitamina D”

CATANZARO – “Nel corso degli ultimi anni si è registrato, come anche segnalato dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), un aumento notevole nelle prescrizioni di vitamina D. Per tali ragioni riteniamo opportuno affrontare un problema che investe la tutela della salute pubblica: gli effetti tossici che potrebbero derivare dall’uso eccessivo di vitamina D”.

E’ quanto è emerso nel corso di un evento formativo dei medici di medicina generale, in tema di aggiornamento e di appropriatezza professionale, che si è svolto presso l’Ordine dei Medici di Catanzaro a cura delle sezioni FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) e SIMG (Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie) di Catanzaro. L’incontro scientifico ha, infatti, riguardato tematiche di rilievo, come il corretto uso dei preparati a base di Vitamina D e il raggiungimento degli obiettivi terapeutici in pazienti a rischio.

Dopo l’introduzione e la presentazione degli obiettivi formativi della giornata scientifica, tenute dal Segretario Provinciale Generale della FIMMG di Catanzaro, dr. Gennaro De Nardo, si sono susseguite le varie relazioni a cura dei Dr. Leuzzi, Giuliano, Puccio, (Medici di Medicina Generale) e del Dr. Raffaele Mancini (responsabile della Diabetologia Territoriale ASP-CZ) e una animata discussione, condotta dal Dr. Antonio Guerra (Presidente Provinciale SIMG di Catanzaro).

“L’interesse crescente nei riguardi dei deficit di vitamina D e sulla effettiva necessità di una terapia integrativa – hanno affermato FIMMG e SIMG – non deve distoglierci dal considerare alcuni aspetti fondamentali. Innanzitutto è importante non iniziare alcun trattamento con il composto liposolubile, tranne casi particolari, se non si è registrata una reale carenza di vitamina D. In quest’ultimo caso l’abuso potrebbe risultare dannoso per i pazienti”. “In poche parole, senza una carenza conclamata da Vitamina D, è preferibile – hanno aggiunto – una prevenzione effettuata attraverso i soliti stili di vita salutari: attività fisica, dieta equilibrata, e adeguata esposizione al sole durante l’anno, visto che la produzione di Vitamina D nel nostro organismo è stimolata dalla luce solare”.

“La Vitamina D in Italia – hanno ricordato i relatori FIMMG e SIMG – è la seconda voce di spesa farmacologica per le malattie dell’apparato gastrointestinale, e la prima nel trattamento dell’osteoporosi ed anche i consumi di integratori sono da anni in continuo aumento, avendo raggiunto nel 2017 la cifra ragguardevole di 260 milioni di Euro. Tale crescita esponenziale ha provocato prese di posizione da parte delle Autorità Regolatorie del Farmaco, in tema di appropriatezza prescrittiva e di uso/abuso della terapia”.

Nel corso dell’evento formativo è stato anche sottolineato che “esiste un problema con la diagnosi di insufficienza di Vitamina D sia per un inappropriato utilizzo degli screening (con l’ovvia ripercussione anche in termini economici) sia per le controversie tuttora esistenti sui valori definiti normali della vitamina D. Tali valori, infatti, tenendo in considerazione altre condizioni quali patologie concomitanti, obesità, stili di vita, epoca del dosaggio etc., evidenziano la necessità di adottare una terapia ‘sartoriale’ per ogni paziente”.

Relatori e iscritti hanno, inoltre, denunciato “alcune criticità che possono derivare, come rilevato anche dalle posizioni prese dalle Società Scientifiche nei tempi più recenti, da un “cut-off” troppo stringente che condiziona l’uso del farmaco, ancor più se si tiene conto del fatto che le stesse tecniche di prelievo di sangue per il dosaggio devono essere ottimali (ad esempio uso di siringhe e provette ad hoc, nello specifico protette dalla luce). Questi accorgimenti, non sempre rispettati, potrebbero causare un eccesso di trattamento da Vitamina D con effetti collaterali non sempre piacevoli”. Un chiaro messaggio alle istituzioni preposte affinché si attivino per offrire un servizio efficiente, con mezzi e strumenti adeguati.

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