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Al San Vitaliano la VIII giornata nazionale Sla

san_vitaliano_viii_giornata_nazionale_sla_1CATANZARO – Si è trattata di una vera e propria giornata di festa quella che si è svolta all’interno del Centro Clinico San Vitaliano in occasione della VIII° Giornata Nazionale per la Sla, una iniziativa organizzata in tutta la penisola dall’Aisla, Associazione nazionale Sclerosi laterale amiotrofica con l’obiettivo di raccogliere fondi necessari sia ad aiutare una ricerca che fino ad oggi ha fatto ben pochi passi in avanti per trovare una possibile soluzione alla degenerazione neuromuscolare che costringe chi ne è colpito ad una “quasi vita”, sia a portare avanti progetti di sostegno a favore di famiglie e pazienti.

Il Centro Clinico San Vitaliano che rappresenta l’unica struttura calabrese che accoglie e si prende cura di pazienti affetti da Sla, in occasione della giornata di sensibilizzazione, ha voluto rompere i muri del silenzio che nella quotidianità ovatta le vite dei pazienti e dedicare ai suoi ospiti ed alle famiglie un momento di spettacolo “d’altri tempi” spalancando le porte al Gruppo Storico Citta di Catanzaro, un’associazione storico culturale senza scopo di lucro, di cui è presidente Mario Mauro e che ha come obiettivo quello di divulgare la cultura sulla storia della città attraverso vari eventi.

Nobili dame, maestri d’armi, sbandieratori, menestrelli e suonatori in sontuosi abiti d’epoca, hanno animato i reparti del Centro Clinico ricreando l’atmosfera di una Catanzaro che viveva nel passato ai tempi seta. All’iniziativa era presente il presidente del Centro Clinico San Vitaliano Alfredo Citrigno, il direttore sanitario Giuseppe Mancuso, la rappresentante dell’Aisla catanzarese Antonella Nisticò; presente tra gli altri anche il consigliere regionale del Pd Arturo Bova e in consigliere comunale Vincenzo Capelupo che non sono voluti mancare ad un appuntamento di alto valore umano e di responsabilità civile.

san_vitaliano_viii_giornata_nazionale_sla_2La Sla è una malattia neurodegenerativa che registra circa 6000 casi in Italia mentre in Calabria ci sono oltre 200 casi di pazienti affetti da tale patologia. Ad oggi le cure farmacologiche non hanno sortito ancora alcun effetto ed è quindi di vitale importanza la presenza di centri specializzati come il San Vitaliano che, oltre a fornire cura ed assistenza residenziale si occupa anche del supporto in domiciliare dei pazienti.

“Rappresentiamo in Calabria l’unico centro specializzato che si occupa della presa in carico di pazienti con malattie neuromuscolari – ha detto Alfredo Citrigno – e per noi è molto importante collaborare con un’associazione come l’Aisla perchè rappresenta un punto di riferimento sia per le famiglie che a volte si trovano a dover affrontare numerosi ostacoli burocratici ed amministrativi, sia per i pazienti che non possono essere lasciati da soli principalmente nella fase iniziale della malattia. C’è inoltre da tenere presente che all’interno del nostro Centro Clinico è stato da poco inaugurato il Punto d’Ascolto Aisla grazie al quale le famiglie possono ricevere tutte le informazioni di cui necessitano grazie alla presenza di un delegato dell’Aisla che in Calabria è rappresentata dalla dott.ssa Francesca Genovese”.

Sono stati numerosi i cittadini ed i familiari che non sono voluti mancare ad un appuntamento così importante vissuto sotto lo slogan “Un Contributo versato con Gusto” e che, attraverso un contributo di 10€, hanno ricevuto una bottiglia di vino Barbera d’Asti DOCG oppure una confezione di taralli napoletani prodotti artigianalmente.

san_vitaliano_viii_giornata_nazionale_sla_3“Ogni giornata di raccolta fondi per noi è molto importante – ha detto la rappresentante dell’Aisla Antonella Nisticò – perché solo attraverso la sensibilizzazione delle persone possiamo aiutare la ricerca a proseguire il suo lavoro nella speranza di una cura possibile per i nostri pazienti e solo cosi possiamo aiutare concretamente le famiglie attraverso la realizzazione di progetti pensati appositamente per alleviare le sofferenze e le angosce di chi improvvisamente si trova a vivere in una dimensione disarmante come la Sla”.

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