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Vertenza InfoContact, occupazione simbolica dei binari della Stazione Centrale di Lamezia

binari_infocontactLAMEZIA TERME (CZ) – “Siamo disposti a fare di tutto per lottare per il nostro posto di lavoro e per il nostro futuro. Se sarà necessario faremo anche lo sciopero della fame”.

Sono queste le parole di Cinzia, una delle dipendenti di InfoContact e madre di tre figli, che stamani insieme ai suoi colleghi, ma non solo, ha manifestato per difendere il suo diritto al lavoro. Un diritto che ormai da diversi mesi è in pericolo in quanto a rischiare di perdere il lavoro sono circa 1800 persone. Di queste 1800 persone, però, a manifestare erano in 150 circa; forse perché nell’epoca del pessimismo e del disfattismo la sfiducia nei confronti di una possibile soluzione ha avuto la meglio e l’importanza della lotta e della rivolta è andata scemando, dimenticando che in passato molte conquiste e vittorie sono state ottenute proprio mediante gli scioperi e le battaglie in piazza.

Tra i manifestanti era presente il sindaco della città, Gianni Speranza, il quale ha affermato che è volontà dell’amministrazione far sì che il governo assuma la questione InfoContact come una tematica di portata nazionale, “il ministero dello sviluppo economico – ha dichiarato – deve far sì che la Wind proroghi il contratto, ciò implicherebbe anche la risoluzione della vendita della società ai nuovi acquirenti; il ministero del lavoro invece dovrebbe occuparsi degli arretrati che i lavoratori hanno da almeno un anno sul contratto di solidarietà. Noi abbiamo scritto al governo ed abbiamo chiesto un tavolo nazionale per poter trovare una soluzione definitiva a questa situazione e non una soluzione tampone che plachi gli animi solo per qualche mese. Invitiamo i sindacati ed i lavoratori a partecipare al consiglio comunale di domani per dialogare in merito ad iniziative e soluzioni attuabili”.

Presenti anche i rappresentanti di istituto e di consulta del Liceo Scientifico “Galielo Galilei” che hanno affermato “riteniamo giusto far sentire la presenza degli studenti e della scuola di fronte ad una tematica che ci tocca da vicino perché il mondo del lavoro è quello al quale ci affacceremo da qua a breve. Siamo fieri di rappresentare la nostra scuola e di fungere da piccola avanguardia della società civile e futura”.

Anche Giovanni Di Giorgio, dipendente InfoContact da circa sei anni, ha voluto dire la sua denunciando quella che a suo avviso è un totale disinteresse da parte della politica locale e nazione nei confronti della questione InfoContact. “Oggi non servono passerelle ma competenze – ha detto – sono migliaia i posti di lavoro a rischio, molte centinaia sono già stati persi, e la Calabria non se lo può permettere. Su questi posti di lavoro gira il 90% dell’economia lametina, perciò si creerebbe un vero e proprio dramma sociale. Il nostro appello ai politici a livello nazionale è che ogni tanto alle parole e agli atteggiamenti di stima e di comprensione seguano anche i fatti”.

La manifestazione dopodiché si è spostata alla stazione di Lamezia Centrale dove è stata effettuata “un’occupazione simbolica dei binari per dimostrare che noi lotteremo con le unghie e con i denti per difendere il nostro diritto al lavoro”, come ha urlato Mimmo Gianturco, sindacalista UGL TLC. Intanto è giunta voce che i contratti saranno rinnovati fino alla fine di maggio ma la decisione è stata contestata a gran voce sia da Gianturco che da Mimmo Amatruda, sindacalista RSU UIL, che hanno affermato di non volere soluzioni parziali ma soluzioni definitive per questi dipendenti che rappresentano una vera e propria eccellenza nel settore delle telecomunicazioni. Dopodiché il corteo, che nel frattempo si è ridotto ad una cinquantina di persone, si è spostato nella strada antistante la stazione arrecando qualche disagio alla circolazione di autobus e macchine. Tra il borbottio e il malumore generale la protesta si è stoppata.

Denise Di Matteo

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