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Sono i professori calabresi i più cagionevoli d’Italia

banchi-scuolaProf piemontesi con la salute di ferro, mentre i calabresi sono i più cagionevoli. Lo evidenzia uno studio di Tuttoscuola sull’assenteismo dei docenti per motivi di salute che verrà pubblicato domani sul portale tuttoscuola.com.

I docenti che fanno meno assenze per malattia sono quelli del Piemonte, seguiti a una certa distanza dai docenti marchigiani e veneti. Quelli che ne fanno di più – in tutti i gradi (docenti scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di I e II grado) – sono invece quelli della Calabria, che si assentano dal servizio quasi il doppio dei colleghi piemontesi (15,39 giorni per docente, contro 9,03). Per i docenti calabresi si tratta dunque di tre settimane all’anno a letto, che si sommano a ferie, festivi e Santi patroni. Dopo i docenti calabresi, si sono assentati di più i colleghi sardi (media di 13,7 giorni di assenza) e quelli siciliani (13,6).

La scuola dell’infanzia è il settore dove si sono registrate in media più assenze pro-capite, con 12,1 giorni pro-capite (punte elevate in Calabria, in Sicilia, nel Lazio), seguita dalla scuola secondaria di I grado (punte elevate in Calabria e in Molise), dove i professori hanno cumulato nell’anno una media di 11,9 giorni di assenza pro-capite. I più virtuosi sono invece i professori delle superiori con una media pro-capite di 10,7 giorni di assenza.

Se i docenti si sono assentati per malattia in media per 11,33 giorni, il personale Ata, vale a dire i bidelli, il personale amministrativo e i tecnici di laboratorio, si è assentato per malattia in media per 16,93 giorni lavorativi, con punte oltre i 19 giorni per il personale non docente ligure (19,77), emiliano-romagnolo (19,37) e laziale (19,27) e addirittura 21,3 giorni medi a Milano. In questi territori il personale Ata è stato in media quasi un mese lavorativo a letto.

I dati esaminati sono quelli del 2011-12 poichè, nota Tuttoscuola, “negli ultimi tempi la Funzione Pubblica e il Miur non hanno reso pubblici i dati delle assenze del personale scolastico. Tutt’altro che in linea con l’impegno alla trasparenza annunciato nel documento ‘La Buona Scuola’, che parla di ‘scuola di vetro'”. Colpisce il generalizzato trend crescente di giorni di malattia rispetto alle rilevazioni del Miur di due anni prima (anno scolastico 2009-10, che seguiva la campagna ‘anti-fannulloni’ condotta dall’allora ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta, con la stretta sui controlli nelle visite mediche a casa).

(ANSA)

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