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Catanzaro, situazione politica, Abramo: “Avanti per mia strada”

Catanzaro Sindaco Sergio AbramoCATANZARO – Dichiarazione del sindaco Sergio Abramo: “Leggo sulla stampa che i gruppi dell’opposizione, assieme ad alcuni consiglieri eletti nel centrodestra, ragionano sulla possibilità di chiudere anticipatamente la legislatura. Ho grande rispetto per le regole istituzionali e democratiche, nonché per le scelte che ogni singolo consigliere intenderà liberamente assumere, rispondendone poi davanti ai propri elettori e alla città.

Io tiro avanti per la mia strada, dedicando ogni mia energia alla soluzione dei problemi, consapevole di avere fatto interamente il mio dovere e di avere completato, con un anno di anticipo, il programma elettorale e di essere anche andato oltre. In poco più di tre anni – perché tanto è stato possibile lavorare, tenendo conto dell’interruzione voluta dal TAR – penso di avere prodotto una grande quantità di risultati. Chi avrebbe scommesso un centesimo che sarei riuscito a ripianare il pesante deficit di bilancio e rientrare nel Patto di stabilità ? O che avrei portato le società partecipate da una perdita di 9 milioni di euro all’anno ad un piccolo, sia pur significativo attivo, senza perdere un solo posto di lavoro ? O che sarei riuscito a recuperare tutti i finanziamenti disponibili, aprendo 81 cantieri e mobilitando risorse per quasi 190 milioni di euro ? Ma potrei anche parlare della svolta epocale della raccolta differenziata (già arrivata al 75% nelle zone già raggiunte dal servizio) o dell’ambizioso programma di illuminazione a led, ormai quasi completato, che ci assegna addirittura un primato in Italia. E che dire del recupero in extremis, che era considerato perduto e compromesso dall’intricata vicenda di Parco Romani, del finanziamento di cinque milioni di euro per la realizzazione del Polo Fieristico, il cui progetto andrà presto in gara.

Catanzaro Lido, con le grandi opere già completate e le altre che consegneremo tra qualche mese (water front e parco ex Gaslini), è ormai la locomotiva della città. Abbiamo praticamente completato due lotti del porto, ma ora ci manca il finanziamento di 20 milioni di euro che la Regione deve confermarci.

Nel centro storico, anche grazie alla nostra azione, comincia a respirarsi aria nuova, anche se il rilancio non è cosa facile: abbia favorito l’apertura della facoltà di sociologia (presto ci sarà anche quella di psicologia), abbiamo finanziato la prosecuzione dell’attività del Conservatorio musicale, risanato e rilanciato il Politeama (quando sono arrivato,  accusava perdite per più di un milione 200mila euro). Sono stati riaperti ben due cinema, presto aprirà un albergo, diversi imprenditori hanno scommesso sulla ripresa del centro. Stiamo per varare i primi strumenti di incentivazione per nuove attività commerciali. L’isola pedonale nel week end è stata accolta con favore dalla cittadinanza, soprattutto nel partecipato periodo natalizio, grazie anche al nostro programma di eventi musicali. Tra qualche mese, grazie alla funicolare automatizzata e all’ascensore di Bellavista, sarà più facile arrivare in centro. Abbiamo acquisito l’ex ospedale militare e fatto ripartire i lavori del nuovo tribunale. E poi tante altre cose positive: la riqualificazione di due piazze strategiche come piazza Matteotti e piazza Montegrappa, i grandi eventi (abbiamo portato a Catanzaro il grande talent di Sky, il Giro d’Italia, il Magna Graecia Film Festival, etc), completato e consegnato edifici scolastici (presto inizieranno anche i lavori alla scuola Mazzini e a quella, molto attesa, di via Forni).

Sulla sicurezza non siamo restati fermi. Oltre alle 10 videocamere di piazza Matteotti e alle 6 di piazza Montegrappa, fra qualche giorno si aggiungeranno quelle nel centro storico inserite nel progetto portato avanti con la Prefettura. E, benché sia sempre necessario tenere alta la guardia, mi fa immenso piacere apprendere dal prefetto che i reati nella nostra città sono diminuiti del 30%.

E anche i grandi numeri danno ragione alla ripresa della città. La popolazione è tornata a crescere, con 1500 abitanti in più rispetto al 2012 e un incremento percentuale dell’1,7%, il più alto in Calabria. Si pensi che Cosenza nello stesso periodo ne ha persi quasi 2000 e che Lamezia Terme è rimasta sostanzialmente ferma.

La nostra università è l’unica in Calabria a crescere in numero di iscritti (+16%) rispetto al forte calo di Cosenza (-10%) e di Reggio Calabria (-40%).

Restano aperte tante sfide. La più importante riguarda le funzioni del Capoluogo che continuano ad essere messe in discussione. Conto di assumere, a breve, una forte iniziativa che spero sarà condivisa non solo dai consiglieri regionali e dai parlamentari, ma soprattutto dalla città.

Bisogna continuare a difendere l’ospedale “Pugliese”, rivendicando la sua ricostruzione integrale nell’area di viale Pio X indicata a stragrande maggioranza dal Consiglio comunale, utilizzando i soldi già disponibili.

Sul piano infrastrutturale, dobbiamo incalzare la Regione per l’avvio dei lavori della metropolitana che io considero l’opera più importante in assoluto per rivoluzionare l’assetto urbano del Capoluogo e conferirgli la dignità di centro direzionale della Calabria. Sempre con la Regione, prescindendo dai colori politici, dovremo dialogare proficuamente per utilizzare al meglio le opportunità del POR 2014-2020.

Queste considerazioni mi limito a fare. Se la politica, nella sua autonomia, riterrà di mettere fine a questa esperienza, non avrò nulla da recriminare. Da imprenditore, abituato a valutare tutto sulla base dei fatti e dei risultati, penso di avere pienamente rispettato il patto con i miei concittadini. Ed è questo, in tutta sincerità, l’aspetto che più mi interessa. Mi auguro solo che coloro che spingono per l’interruzione traumatica della legislatura, per ragioni di partito alcuni,  per egoismi personali altri, si rendano conto dello scenario devastante che comporterebbe questa scelta. Il rilancio del Capoluogo è già in atto, ma c’è bisogno di un’ulteriore spinta che può venire solo dalla buona politica, quella che non è condizionata da questioni personali o di schieramento, ma guarda esclusivamente al bene comune. Un sindaco si manda a casa perché ha amministrato male, perché non ha saputo intercettare i finanziamenti, perché non è riuscito ad appaltare una sola opera, perché ha devastato il bilancio, non perché gli equilibri politici in Consiglio sono mutati”.

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