Catanzaro, società partecipate dal Comune da 9milioni debiti a 500mila euro attivo · CalabriaPage LameziaClick

CalabriaPage Quotidiano Online | Notizie in tempo reale | Cronaca, news, notizie, sport, inchieste, politica, economia, Calabria, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia

Catanzaro, società partecipate dal Comune da 9milioni debiti a 500mila euro attivo

sergio_abramo_sindaco_catanzaroCATANZARO – Da quasi nove milioni di perdite all’anno a 565mila euro di attivo. Senza perdere un solo posto di lavoro. Così, nel giro di soli tre anni, il buco nero delle società partecipate dal Comune – interamente o in quota parte –  è stato completamente risanato.

“Sembrava una missione impossibile, invece ce l’abbiamo fatta”, sottolinea con soddisfazione il sindaco Sergio Abramo che al suo insediamento (maggio 2012) aveva trovato una situazione ai limiti del fallimento.

“Le partecipate”, ricorda il sindaco, costituivano un fardello che stava facendo affondare tutta la barca. Se si aggiunge  che l’Amministrazione era uscita dal patto di stabilità, si può dire che siamo stati vicini al punto di portare le chiavi del Comune al Prefetto. Più di 450 dipendenti vedevano seriamente a rischio il posto di lavoro”.

“Nelle partecipate abbiamo trovato di tutto: assunzioni in massa senza tenere conto delle risorse, assicurazioni a che costavano il triplo del prezzo di mercato, sprechi di ogni genere, compensi elevati per il management, spese pazze per rappresentanza”, spiega Abramo.

Analizzando il quadro riepilogativo elaborato dagli uffici finanziari di Palazzo De Nobili, si coglierà la portata di un lavoro duro, intenso, portato avanti con determinazione e con le idee chiare dal primo cittadino.

Il risultato che appare più evidente è la drastica riduzione delle società partecipate che da 12 sono passate a 5 (da 6 a 3 se si considerano quelle totalmente partecipate dal Comune). Restano in piedi solo AMC, Catanzaro Servizi e Fondazione Politeama (100% Comune), Comalca e Sacal (il Comune ha rispettivamente il 19,66% e il 10%).

Sono state chiuse l’Ambiente e Servizi (che era arrivata a perdere anche 2 milioni 382 mila euro nel 2011, senza contare ulteriori 5 milioni di debiti “in pancia”), l’Immobiliare Argento (recentemente inglobata dalla Catanzaro Servizi), la Fondazione Centro Formazione Permanente per il Personale degli Enti locali, Catanzaro 2000, il Consorzio “Il corso”, il Centro Tipologico Nazionale, mentre il Comune era già uscito dal Consorzio per lo sviluppo industriale della Provincia nel luglio 2011 ( deteneva il 10,66%).

Le perdite riferibili alle società partecipate sono calate drasticamente con la “cura Abramo”, passando – per quanto riguarda quelle detenute al 100% – dai 5 milioni 313mila 446 euro dell’esercizio 2011 (ai quali bisognerebbe aggiungere 1 milione 200mila euro erogato per fare fronte alle perdite della Fondazione Politeama) a 1 milione 449mila 437 dell’esercizio 2012, a 461mila euro dell’esercizio 2013, per arrivare alla modesta cifra di 126mila 790 euro dell’esercizio 2014. Praticamente azzerate le perdite.

Se si analizzano invece tutte le società partecipate, anche quelle in cui il Comune detiene quote, si passa dai 7 milioni 729mila 302 euro dell’esercizio 2011, ai 3 milioni 446 mila 766 euro dell’esercizio 2012, ai 400mila euro dell’esercizio 2013, mentre nel 2014 si è registrato addirittura un attivo di 565mila 404 euro.

La performance più interessante è quella dell’AMC, l’azienda che cura il servizio della mobilità e dei trasporti. Il risultato è davvero sorprendente, se si pensa che si è passati da una perdita di quasi 2 milioni di euro (esattamente 1milione 959mila 503) dell’esercizio 2011, a 534.659 euro del 2012, a 254.653 euro del 2013 e all’utile di 270.910 euro dell’esercizio 2014.

Non meno importante il risanamento della “Catanzaro Servizi” che, peraltro, è stato condotto in una situazione di enorme difficoltà per via delle vicende giudiziarie legate a Parco Romani. L’azienda è arrivata nell’esercizio 2011 a perdere 1 milione 82mila 852 euro. Negli esercizi successivi, le perdite si sono progressivamente ridotte fino ad arrivare ai 240mila 875 euro del 2014.

Infine, la Fondazione Politeama che partiva da un passivo di quasi 2 milioni di euro nel 2010 (risanato completamente nel 2011 con un’iniezione di 1 milione 200 mila euro da parte del Comune), passato poi a 769mila534 euro nel 2012, a 72mila euro nel 2013, finendo con un piccolo attivo (6mila326 euro) nel 2014.

“E’ stato un lavoro durissimo, che ha comportato scelte nette e dolorose, ma il risultato finale ci ripaga di tanti sforzi – dice ancora Abramo – La soddisfazione più grande è di avere realizzato tutto questo senza perdere un solo posto di lavoro. Mi auguro che i cittadini colgano il senso di quanto abbiamo fatto per evitare il default del Comune e di conseguenza della città”.

Commenta

loading...

pubblicità