Dissesto, Gianni Speranza chiama in causa la “questione costituzionale”: “no disparità tra comuni” · Calabria Page LameziaClick

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Dissesto, Gianni Speranza chiama in causa la “questione costituzionale”: “no disparità tra comuni”

imageLAMEZIA TERME (CZ) – Comuni “figli” e comuni “figliastri”. E’ questo in sintesi il discorso fatto al consiglio comunale dal Sindaco Gianni Speranza che, commentando la sentenza di mercoledì scorso delle sezioni riunite della Corte dei Conti che ha sospeso la deliberazione di dissesto e rinviato al 9 aprile la discussione sul merito, fa uscire la questione “dissesto” dai confini di quartiere e marca “la disparità determinata dalle attuali norme sul dissesto tra situazioni come quella del comune di Lamezia e quella di altri comuni”.

Contro il dissesto del comune lametino, Speranza annuncia che porrà “un problema costituzionale” e chiede “che il decreto approvato dal governo Renzi venerdì scorso non riproponga le situazioni di disparità delle attuali norme”: per Gianni Speranza “hanno subito tagli tutti i comuni e tutti i comuni devono essere messi nelle stesse condizioni di superare le situazioni di default”.

Se per Catania, Alessandra e altri comuni sono stati fatti interventi governativi ad hoc, per Lamezia non c’è la “longa manus” salvifica del governo e Speranza lo rimarca di fronte al consiglio comunale. E se la sentenza di mercoledì scorso è stato “un primo risultato importante”, a convalidare la strada del ricorso contro il dissesto anche la lettera inviata dal Prefetto Raffaele Cannizzaro a Sindaco e consiglieri in cui è scritto che il Ministero degli Interni ha chiesto al rappresentante governativo di aspettare prima di procedere allo scioglimento del consiglio alla luce del ricorso presentato dal Comune.

“Ora dobbiamo fare la nostra parte”, afferma Speranza che chiede al Consiglio Comunale un’accelerazione per l’approvazione del bilancio consuntivo 2013 e del preventivo 2014 “se gli avvocati dovessero ritenerlo utile in vista della sentenza del 9 aprile”. Obiettivo: stringere i tempi di ragioneria e consiglio per far si che almeno 5 giorni prima del 9 aprile la Corte abbia le carte del documento contabile dell’ente.

Alza i toni il Sindaco nel rispondere ai consiglieri di Lamezia Indipendente ribadendo che “il problema delle spese è solo un discorso polemico” perché “non c’è una riga nella sentenza della corte dei conti”.

“Voler arrivare al 2015 è un accanimento terapeutico” per Armando Chirumbolo (Fi) che chiede le dimissioni del Sindaco e confida poco nel buon esito del ricorso visto che “solo 8 comuni dei 46 che hanno fatto ricorso hanno avuto esisto positivo”. “Le delibere sull’aumento dell’Imu e dell’Irpef sono illegali perché approvate dopo il 30 novembre” denuncia Raffaele Mazzei (Ncd) che teme che la battaglia intrapresa dal sindaco contro la deliberazione della sezione regionale sia tempo perso: “siamo ormai fuori tempo massimo per approvare il dissesto e non avremo i benefici previsti per i comuni dissestati”. Critici verso l’amministrazione Massimo Cristiano (La Destra) e Gianfranco Spinelli (Lamezia Indipendente) che è disponibile ad accellerare sul bilancio riservandosi di votare a seconda del documento che sarà presentato.

Nella battaglia contro il dissesto, conferma il suo sostegno Francesco Grandinetti che invita i consiglieri a fare la propria parte per evitare il default della città. Il Sindaco incassa il sì di Teresa Benincasa che, in vista dei futuri assetti politici e di un’ipotetica entrée in giunta di Grandinetti, chiede che “non sia messa in discussione la presidenza del consiglio comunale” e confermano il loro sostegno Vittorio Paola (Progetto Lamezia) e Giuseppe Petronio (Pd).

Salvatore D’Elia

 

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