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Governo, scoppia il “caso Gentile”

imageROMA – Scoppia nel governo il ‘caso Gentile’, il sottosegretario ai Trasporti e alle Infrastrutture accusato di aver fatto pressioni, da lui smentite, affinchè un quotidiano calabrese non pubblicasse la notizia di un’indagine a carico del figlio.“La macchina del fango partita dalla mia regione ha contaminato anche i grandi giornali. Credo alla loro buonafede e per questo, ritengo doveroso fare chiarezza sulle ingiuste e infamanti accuse di cui sono vittima da 10 giorni”. Si è difeso Gentile. “Sono trasparente – ha aggiunto – e con me lo è la mia famiglia”. Sotto attacco da parte del Pd il senatore alfaniano è difeso dal Nuovo centrodestra.

Schifani, non accettiamo patenti di indegnità -Sul sottosegretario Gentile, ha detto il presidente del Nuovo Centrodestra renato Schifani “non abbiamo intenzione di accettare patenti di indegnità o di prestare il fianco a polemiche infondate. E’ in atto un’operazione mediatica e politica violenta, palesemente fondata sul nulla, e rispetto alla quale il Nuovo Centrodestra non si farà influenzare. Un’operazione che, è giusto ricordare, nasce da Il Giornale, a dimostrazione che noi siamo considerati i veri nemici di Silvio Berlusconi e non paradossalmente il Partito Democratico, che su questa vicenda cerca di scaricare i suoi malesseri interni”. Mentre il ministro Gaetano Quagliariello invita il Pd a “stare ai fatti” visto che a Gentile “senza che vi sia notizia di alcun suo coinvolgimento o interessamento, viene addebitata la mancata uscita in edicola di un quotidiano calabrese per impedire la divulgazione di una notizia riguardante suo figlio peraltro già riportata da altri organi di stampa locale. Vengono imputate a Gentile presunte pressioni sulla scorta di telefonate non riconducibili a lui e svoltesi invece tra terze persone in un contesto segnato da conflittualità, pendenze e situazioni molto pesanti dal punto di vista giudiziario”. “Questo è il quadro, a fronte del quale il senatore Gentile ha presentato ampia querela contestando radicalmente la ricostruzione dei fatti, ha inviato tutta la documentazione al presidente Grasso e si è detto disponibile a ogni tipo di chiarimento in ogni sede”.

Pd chiede dimissioni – Per Rosy Bindi, presidente della commissione Antimafia, Gentile “non può restare al suo posto” perché “quella sua intercettazione è inquietante” e perché “chi non poteva essere candidato a suo tempo non capisco perché ora debba stare nel retrobottega di un governo: le regole debbono valere per tutti e non si possono usare per lotte interne, tra diverse componenti o correnti”. Mentre già ieri Dario Ginefra aveva invitato Alfano a liberare il governo dagli imbarazzi” ritirando il suo sottosegretario.

 

Per direttori stampa, Gentile deve andare via- E’ unanime il giudizio dei direttori delle principali testate nazionali: l’esecutivo non può tollerare un sottosegretario come Antonio Gentile. E’ quanto risulta da un ‘sondaggio’ de ‘Il Fatto quotidiano’ che ha interpellato i direttori de ‘il Corriere della sera’, Ferruccio De Bortoli; de ‘la Repubblica, Ezio Mauro; de ‘la Stampa’, Mario Calabresi, de ‘il Sole 24 Ore’, Roberto Napoletano e del Tg di La7, Enrico Mentana. Tutti invitano il premier Renzi a rimuovere il sottosegretario, senatore dell’Ncd, perché la sua presenza nell’esecutivo rappresenta uno schiaffo alla libertà di stampa. “Se quella nomina l’avesse fatta Berlusconi sarebbero insorti tutti” afferma, tra gli altri, Ferruccio De Bortoli.

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