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Sindaci da tutta Italia a Roma per chiedere al Governo di riscrivere la finanza comunale

sindaci“Soluzioni utili e condivise al fine di poter predisporre i bilanci nei tempi giusti ed assicurare lo svolgimento delle nostre funzioni istituzionali”. E’ quanto chiede il presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani Piero Fassino che ha convocato per oggi a Roma un’assemblea straordinaria del sodalizio che riunisce i sindaci di tutta Italia per sollecitare l’attenzione del governo e del parlamento su questioni vitali per i Comuni, a cominciare dall’autonomia degli enti locali, il superamento delle regole di stabilità finanziaria, fondi agli enti locali in settori cruciali come il dissesto idrogeologico e l’edilizia scolastica.

Un’assemblea nazionale straordinaria, quella convocata dal Sindaco di Torino e Presidente dell’Anci, che si svolge una settimana dopo la deliberazione della Corte dei Conti che ha dichiarato “non sufficiente” il piano dei debiti predisposto dal Comune di Lamezia Terme e avviato la procedura per la dichiarazione del dissesto finanziario. Procedura rispetto alla quale proprio ieri la giunta ha  deliberato gli incarichi per la presentazione dei ricorsi presso le Sezioni riunite della Corte dei Conti.

Una mobilitazione nazionale, dunque, che come ribadito dal Sindaco nei giorni scorsi annunciando la sua partecipazione all’iniziativa di oggi, toccherà molto da vicino le questioni “locali” e che servirà a rilanciare lo spirito della misura contenuta nel cosiddetto “decreto  salva Roma”, varato alla fine dell’anno scorso dall’esecutivo e poi ritirato su indicazione del Quirinale, che permetterebbe ai comuni nella stessa situazione di Lamezia di varare dei piani di risanamento finanziario decennale.

Le motivazioni della mobilitazione nazionale delle fasce tricolori sono riassunte nella lettera inviata a tutti i Sindaci da Piero Fassino che ribadisce innanzitutto “il forte disappunto che l’associazione ha manifestato sulla cosiddetta mini-Imu che va contro l’impegno di superare la tassazione sull’abitazione principale, complicando ulteriormente la vita del contribuente”.

Il presidente Anci, poi, pur riconoscendo “l’importante risultato raggiunto con l’allentamento del Patto di stabilità” compreso il “sostanziale abbattimento per i Comuni sotto i 5 mila abitanti”, ritiene opportuno rivedere “un superamento delle regole per la stabilità finanziaria” fissate secondo il principio del pareggio di bilancio.

E rilancia il tema “dell’affermazione dell’autonomia politica dei Comuni, in tutte le sue forme, organizzativa, finanziaria e amministrativa, fine ultimo che deve trovare traduzione concreta nel confronto con il Governo”.

I primi cittadini di tutta Italia, dunque, chiedono al governo da un lato di fermare lo stillicidio che negli ultimi anni ha visto tagliare progressivamente le risorse dallo stato centrale ai comuni e dall’altro di  definire regole di finanza comunale “dal volto umano”, che prendano in considerazione l’impatto sociale dei tagli ai comuni in una situazione di crescente impoverimento della popolazione.

Questioni sollevate a Roma di fronte alle massime sedi istituzionali e che potranno avere ripercussioni – si spera positive – sulla situazione finanziaria della nostra città, sulla possibilità di varare un piano di risanamento decennale che potrebbe salvarci dalla sentenza definitiva di dissesto.

S.d.E.

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