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Passeggiata tra i luoghi storici di Cosenza che nel 1844 hanno visto l’impresa rivoluzionaria repubblicana

passeggiata_cosenza1COSENZA – La passeggiata tra i luoghi di Cosenza che nel 1844 hanno visto sventolare il Tricolore di Cosenza, organizzata dall’Istituto per gli studi storici e dal gruppo facebook «Il senso del tempo. Il valore di un posto. Cosenza» con il patrocinio delle città di Cosenza e Rende e la collaborazione del Museo dei bretti e degli enotri e della Pro loco di Cosenza, è stata una occasione di approfondimento sulle filosofie e il pensiero politico del Risorgimento. La mattina di domenica 16 marzo 2014, l’iniziativa ha preso avvio dalla Villa comunale di Cosenza, davanti alla Statua della libertà realizzata dallo scultore Giuseppe Pacchioni, superstite della spedizione dei fratelli Bandiera, in onore dei martiri del 1844, con iscrizioni dettate da Giosuè Carducci, dove il dott. Stefano Vecchione, vice presidente dell’Istituto storico e amministratore del gruppo facebook, ha evidenziato che «la storia è un macchina del tempo che ci permette di conoscere il futuro, e prendendo esempio dalla grande storia del Risorgimento nella sua continuità ideale con la Resistenza e con la democrazia costituita nella Repubblica con la sua costituzione, la passeggiata di studio sulle Idi di marzo bruzie vuole richiamare e rafforzare nei cittadini, e soprattutto negli studenti, il sentimento di identità nazionale e la consapevolezza dei valori di libertà, unità, uguaglianza e democrazia, per cittadini pienamente consapevoli dei diritti e soprattutto dei loro doveri, responsabilmente e attivamente impegnati nel processo di una nuova ricostruzione italiana ed europea».

Da Piazza XV marzo 1844, la passeggiata è proseguita tra i luoghi dell’impresa rivoluzionaria repubblicana, innanzi al Palazzo dell’Intendenza borbonica (oggi Palazzo della Provincia), per poi dirigersi sul Colle Triglio, così come i «propugnatori di libertà» arrestati dopo l’«aspro conflitto a fuoco» delle Idi di marzo, e raggiungere il Palazzo dei presidi, sede storica del tribunale e delle carceri e oggi Galleria nazionale. La comitiva si è trasferita nell’ex complesso monastico dell’Ordine degli eremitani di Sant’Agostino e poi casa di detenzione ed ospedale militare per detenuti ed ancora caserma, oggi sede del Museo dei bretti e degli enotri, dove i numerosi partecipanti alla giornata di studio hanno visitato la sezione dedicata al Risorgimento, direttamente legata ai «rivolgimenti» del 1844.

passeggiata_cosenza2Nei locali museali, intorno al Tricolore di Cosenza, si è aperta una conversazione sul Risorgimento a Cosenza e nel Mezzogiorno d’Italia che ha visto la partecipazione di diversi intellettuali, come il prof. Gioacchino Lena, l’avv. Carmelina Novello, il dott. Mario Perfetti, il prof. Mario Scarpelli, l’avv. Vincenzo Scirchio e il dott. Luigi Tuoto. Durante il dialogo a più voci, particolarmente sentite, sono state le testimonianze del dott. Fulvio Franzese e del dott. Lillino Citrigno, discendenti dei «principali» dell’impresa rivoluzionaria repubblicana del 1844. Spunti e riflessioni si sono soffermati sui nazionalismi e i cosmopolitismi delle comunità cittadina e calabro – albanese nel periodo del risorgimento, protagoniste entrambe di pagine altissime di valore che costituiscono un «distintivo d’onore» delle identità bruzia e calabro – albanese.

La passeggiata si è infine conclusa nel limitrofo Vallone di Rovito, dove sono stati fucilati i martiri cosentini, con la visita al Sacrario ai fratelli Bandiera e compagni, dove Stefano Vecchione ha chiuso la celebrazione della ricorrenza auspicando «un rinnovato senso civico, con lo stesso carattere del Risorgimento prima e della Resistenza poi, affinché si ritorni a pensare e ad agire con senso dello Stato e responsabilità sociale, così come hanno fatto, a costo delle loro giovani vite, Nicola Corigliano e Antonio Raho di Cosenza, Pietro Villacci di Napoli, Raffaele Camodeca di Castroregio, Giuseppe Franzese di Cerzeto, Sante Cesareo di San Fili, «sventolata la bandiera tricolore per la prima volta sotto il sole della patria», sono morti gridando «viva l’Italia!», «moschettati» da un plotone del Battaglione cacciatori. Grazie a loro l’Italia ce l’ha fatta a diventare una grande e indivisibile Repubblica, e sul loro esempio, anche oggi gli italiani saranno all’altezza del compito che gli assegna la costituzione».

Piazza XV marzo 1844 – Statua della libertà • Palazzo del governo – Palazzo dei presidi • Museo dei bretti e degli enotri, sezione dedicata al Risorgimento – Vallone di Rovito, Sacrario ai fratelli Bandiera e compagni

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