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Baciamano dopo l’arresto al boss Giuseppe Giorgi

I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno arrestato il latitante di ‘ndrangheta Giuseppe Giorgi, di 56 anni, detto “u capra”, ritenuto elemento di vertice della cosca Romeo alias “Staccu”.<!–more–>

Il latitante è stato bloccato a San Luca, nella sua abitazione.&nbsp;Alcune persone al suo passaggio in manette lo hanno omaggiato con dei baciamano.

La scena del baciamano fatto da un vicino al boss Giuseppe Giorgi dopo la cattura è “ignobile, ma non è certo né condivisione né tantomeno segno di debolezza dello Stato che anzi, in questa occasione, ha dato una straordinaria dimostrazione di forza”. Lo ha detto all’ANSA il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho. “I carabinieri che si abbracciano felici come bambini dopo l’arresto – ha aggiunto – sono la parte più bella di uno Stato efficiente in grado di catturare un latitante”.

Giorgi era ricercato dal 1994 ed il suo nome era inserito nell’elenco dei 5 latitanti più pericolosi d’Italia. Deve scontare una condanna a 28 anni e 9 mesi per associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
Giorgi è stato bloccato stamani poco dopo le 8 dai carabinieri del Reparto operativo di Reggio Calabria insieme a quelli dello Squadrone Cacciatori Calabria. Nei suoi confronti era stato emesso un ordine di carcerazione a seguito della condanna. La cosca Romeo opera prevalentemente a San Luca e con ramificazioni in tutta la provincia ed in altre in ambito nazionale ed internazionale.Era ritenuto latitante di massima pericolosità ed il suo nome inserito nel programma speciale di ricerca.

“Bravi, mi avete preso”. A dirlo è stato il latitante Giuseppe Giorgi ai carabinieri del Reparto operativo di Reggio Calabria e dei Cacciatori che lo hanno arrestato dopo averlo scovato in un rifugio ricavato sopra il camino della sua abitazione a San Luca. Giorgi, subito dopo essere uscito dal rifugio, ha anche cercato di tranquillizzare le due figlie, una di 26 e una di 24, che si sono lasciate andare a scene di disperazione. “Si sapeva – ha detto rassegnato l’uomo alle figlie – che prima o poi doveva finire”.

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