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Arrestati i cugini Gagliardi, ritenuti responsabili dell’omicidio di Curcio Gennaro, avvenuto nel 1995

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polizia_notte_2LAMEZIA TERME (CATANZARO) – Alle prime ore di oggi la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza che dispone la custodia cautelare, emessa dal G.I.P. Distrettuale di Catanzaro su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia diretta dal Procuratore Capo Dr. Nicola Gratteri, a carico dei cugini Gagliardi Bruno cl. 74, e Gagliardi Bruno, cl. 66.

Questi sono ritenuti responsabili dell’omicidio, aggravato dalla metodologia mafiosa, di Curcio Gennaro cl. 69, occorso a Nocera Terinese (CZ) il 17 agosto 1995, e, all’epoca dei fatti, partecipi di un “gruppo emergente” che tentava di affrancarsi dalla cosca “BAGALÀ” egemone sui traffici illeciti dei comuni del litorale lametino sotto il diretto controllo della cosca IANNAZZO di Lamezia Terme.

L’ordinanza del G.I.P. ritiene sussistenti a carico degli indagati gravi indizi di responsabilità in ordine all’agguato, teso all’interno di una rivendita di autoricambi in Nocera Terinese, che costò la vita all’allora ventiseienne Curcio Gennaro, diretto referente del BAGALÀ.

La misura cautelare applicata ai Gagliardi, sollecitata dal Procuratore Aggiunto Dr. Giovanni Bombardieri e dal Sostituto Procuratore Dr. Elio Romano, mette a frutto le indagini condotte dalla locale Squadra Mobile, le cui evidenze hanno consentito di ricostruire il cruento fatto di sangue facendo piena luce sulle modalità di consumazione del delitto e sul contesto di ‘ndrangheta in cui si inquadrava.

In particolare le attività investigative si sono sviluppate da quelle che sono state le recenti acquisizioni dichiarative del collaboratore di giustizia Pulice Gennaro le quali hanno costituito fondamentale riscontro alle chiamate in correità di altro collaboratore di giustizia, Norberti Gianfranco che per l’episodio in questione aveva già riportato condanna definitiva.

Le propalazioni del neo collaboratore Pulice Gennaro, che si è autoaccusato di essere autore materiale dell’omicidio, hanno consentito di delineare il quadro criminale in cui era maturato l’evento delittuoso. nonché di definire le responsabilità degli odierni indagati, in particolare del Gagliardi Bruno cl. 74 come soggetto che aveva scortato il killer sul luogo del delitto e quella di carattere logistico-organizzativa del Gagliardi Bruno cl. 66.

L’omicidio, in definitiva, risulta realizzato dai componenti dell’accennato gruppo di “scissionisti” intenzionati a scalzare l’egemonia del gruppo “BAGALÀ” sulle estorsioni da essi gestite, in maniera esclusiva, nei Comuni di Falerna, Gizzeria e Nocera Terinese.

Del gruppo in questione facevano parte, oltre ai già citati Pulice Gennaro e Norberti Gianfranco, ed agli odierni indagati Gagliardi Bruno cl. 74 e Gagliardi Bruno cl. 66, anche La Polla Giovanni cl. 64 e Ruberto Salvatore cl. 66, entrambi questi ultimi rimasti uccisi in quella che viene ricordata come la “strage di Sambiase” occorsa in quella frazione di Lamezia Terne il 29/09/1995, immediata risposta da parte delle cosche dominanti all’omicidio di Curcio Gennaro, con la quale si mise termine alle mire espansionistiche del menzionato gruppo emergente.

Il Gagliardi Bruno cl. 66 è stato rintracciato, con l’ausilio della Squadra Mobile di Novara nella cui provincia il predetto è da tempo residente,  in Milano presso una struttura sanitaria dove era ricoverato per accertamenti medici ed è stato associato presso la Casa Circondariale San Vittore di quel luogo, mentre la notifica del provvedimento a Gagliardi Bruno cl. 74 è stata effettuata presso la Casa Circondariale di Terni ove è detenuto a seguito delle contestazioni per associazione mafiosa nell’ambito dell’operazione “ANDROMEDA”, eseguita dalla Squadra Mobile di Catanzaro nel mese di maggio del 2015, e per l’omicidio di Torcasio Vincenzo e il contestuale tentato omicidio di Curcio Vincenzo, episodio per il quale nel mese di febbraio del corrente anno. a seguito delle risultanze investigative anch’esse acquisite dalla Squadra Mobile, la Polizia di Stato gli ha notificato un ulteriore provvedimento restrittivo.

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