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Forse non si tratta di meningite. Giallo sulla morte della 27enne deceduta nel catanzarese dopo febbre alta

imageSAN PIETRO MAGISANO (CATANZARO) – Beatrice Tallarico oggi ritornerà a casa per fare il suo ultimo viaggio, dopo l’esame autoptico, protrattosi fino alla tarda serata di ieri e dal quale, da indiscrezioni, pare sia emerso che non si tratterebbe di meningite, una rivelazione che apre un giallo sulle cause delle morte. Per oggi pomeriggio alle 15,30 nel santuario della Madonna della Luce sono previsti i funerali della ventisettenne.

Una morte improvvisa la sua che ha destabilizzato il territorio presilano, sbigottito ed al contempo impaurito dall’eventualità, paventata nell’immediatezza del decesso, che la ragazza possa essere stata colpita da un attacco di meningite fulminante; ipotesi rafforzata dalle misure cautelari adottate dallo stesso presidio ospedaliero Pugliese-Ciaccio, i cui sanitari hanno immediatamente imposto una profilassi preventiva a quanti, negli ultimi dieci giorni, sono stati a stretto contatto con Beatrice.

Beatrice era una ragazza come molte altre, amava la disco-music e Caparezza, si sbellicava dal ridere guardando i film di Aldo, Giovanni e Giacomo e trascorreva tutti i pomeriggi con le sue amiche del cuore. Ore a passeggiare per le strade del borgo, con le immancabili soste sulla solita panchina, e poi le uscite con gli amici tavernesi. Non aveva vizi e, per parafrasare le parole di una amica «era talmente ingenua e priva di malizia da cogliere sempre per ultima anche le battute di spirito». La vita di una tipica ventisettenne insomma, ma, per altri versi Beatrice era diversa dai suoi coetanei, le difficoltà l’avevano fatta crescere in fretta, questa ex studentessa dell’istituto biologico con in tasca un attestato di Oss mentre aspettava con ansia di partecipare al concorso per assistente socio-sanitario, bandito in questi giorni, aveva come priorità assoluta il benessere di mamma e papà.

Da quando il fratello si era trasferito nella capitale, si era fatta carico di mandare avanti la quotidianità di una famiglia pesantemente segnata dalla grave malattia della madre. Si occupava di tutto Beatrice e solo dopo essersi presa cura dei suoi genitori, dedicava del tempo a se stessa ed ai suoi svaghi. Era una ragazza timida ma disponibile con chiunque. Tra le tante testimonianze, quella di una mamma sanpietrese che l’ha vista crescere: «Non esistono aggettivi per raccontare Beatrice – ci racconta – io l’ho sempre ammirata e considerata la più dolce, umile e pulita ragazza del nostro borgo. Educata, fine e dai granitici valori morali, la sua è una perdita immane per tutti noi».

(da Il Quotidiano del Sud)

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