Viveva in Sudamerica ma percepiva pensione in Italia. Denunciato per frode · Calabria Page LameziaClick

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Viveva in Sudamerica ma percepiva pensione in Italia. Denunciato per frode

soldi2TROPEA (VV) – Nel corso di una serie di indagini a tutela della spesa pubblica i Finanzieri della Tenenza di Tropea hanno concluso un’ulteriore attività investigativa in pregiudizio di una persona, la quale pur mantenendo la residenza in Italia, ha di fatto, dall’anno 2001, trasferito la propria abituale dimora in Argentina, dove vive con la propria famiglia.Questi era solito rientrare in Italia soltanto ogni due o tre anni per trascorrere le vacanze estive.

Quindi, conservando la residenza in Italia, tale soggetto ha indebitamente mantenuto il beneficio previdenziale già riconosciutogli dall’I.N.P.S. che disconosceva la sua effettiva, abituale e stabile dimora all’estero.

Grazie alla sempre proficua collaborazione con lo stesso Istituto Previdenziale è stato appurato che complessivamente il soggetto ha indebitamente sottratto all’erario pubblico una somma pari a quasi 88.000,00 euro, denunciando il fatto alla locale Autorità Giudiziaria.

L’assegno sociale è stato revocato dall’I.N.P.S.. Verranno quindi avviate le prescritte procedure per il recupero delle somme indebitamente percepite.

Si ricorda che l’assegno sociale viene corrisposto a persone ultra sessantacinquenni, residenti e soprattutto effettivamente dimoranti in Italia, che non dispongono di un altro sostegno economico ovvero che conducono un tenore di vita ai limiti della povertà.

Le indagini delle Fiamme Gialle Vibonesi sono orientate al riscontro della sussistenza dei requisiti previsti dalla legge per ottenere l’erogazione del richiamato sostegno economico, nell’ambito delle quali sono stati già denunciati sessantacinque soggetti per l’indebita percezione, in danno dell’I.N.P.S., dell’assegno sociale (già pensione sociale) previsto e disciplinato dalla Legge 335/1995, nonché nel corso delle quali sono state anche individuate cinque posizioni previdenziali ancora attive in capo a soggetti defunti per un recupero complessivo di oltre un milione di euro.

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