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Esce dal carcere l’omicida di Fabiana Luzzi

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Esce dal carcere Davide M., il diciasettenne che il 25 maggio scorso ha accoltellato e bruciato viva la sua fidanzata Fabiana Luzzi. Lo ha stabilito il Tribunale dei Minori di Catanzaro con un’ordinanza che sospende la misura cautelare in carcere ed il trasferimento in una struttura sanitaria, in seguito a due tentativi di suicidio da parte del giovane omicida. Fin da subito il giovane assassino è stato rinchiuso nel carcere minorile di Torino, dopo aver confessato agli inquirenti di aver uccisa la ragazza, 16enne, dopo una lite furiosa a causa della gelosia: ha raccontato di averle dato fuoco dopo averla accoltellata per ben sette volte.

 

Per Davide M. l’accusa è di omicidio premeditato aggravato dai futili motivi, ma anche per calunnia poichè in un primo momento aveva accusato altri del delitto. Chissà se ci sarà il processo?
Il giovane non parla con nessuno, neanche con la famiglia. Secondo quanto affermano i medici si è chiuso in uno stato di mutismo, sconvolgendo improvvisamente le sua abitudini: infatti, fino a poco tempo fa in carcere era partecipe ad ogni inziativa, a settembre aveva sostenuto gli esami di riparazione iscrivendosi e frequentando con profitto il quinto anno del Geometra.

Respingono il sospetto di una strategia difensiva mirata i legali del diciottenne, gli avvocati Antonio Pucci e Giovanni Zagarese. «Il nostro assistito è reo confesso e sarà giudicato, su nostra richiesta, con rito abbreviato. Se avessimo voluto perseguire intenti dilatori o fini reconditi – precisa Pucci – avremmo seguito altre strade». Ma nella chiarezza fa capolino il dubbio: «Il processo potrebbe slittare». O magari non iniziare mai. O concludersi senza condanna. «Davide s’è reso responsabile di un delitto efferato, ma ha seri problemi di salute», sottolinea Zagarese. «Nel corso di un incidente probatorio – aggiunge – sono state accertate le sue condizioni psichiatriche. La situazione è delicata».

L’appuntamento in aula è fissato per il 25 febbraio.

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