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Cassano, la mamma di Cocò: “hanno ucciso un angelo, aveva visto gli assassini in faccia”

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“Perché lo hanno fatto? Perché hanno ucciso il mio Cocò che era angelo?”. Sono queste le parole di Castrovillari Antonia Iannicelli, la mamma del piccolo Nicola Campolongo jr ucciso e bruciato a Cassano insieme con il nonno, Giuseppe Iannicelli, e alla compagna di quest’ultimo. La donna e il marito Nicola Campolongo hanno incontrato i loro familiari e le altre due figlie.

 

“Cocò ha visto gli assassini in faccia e li conosceva per questo lo hanno ucciso”. Così Antonia confessa tutto il suo dolore in un’intervista alla Stampa. Piange disperata e ieri, ha riabbracciato il marito Nicola Campolongo, anche lui detenuto nello stesso carcere a Castrovillari e insieme hanno stretto forte le loro due bambine, di cinque e quattro anni.

La madre di Cocò, il bimbo di 3 anni ucciso domenica a Cosenza insieme al nonno e alla compagna, e i cui corpi carbonizzati sono stati trovati in un auto, è sicura: “Quando uscirò dalla prigione andrò via dalla Calabria”.

A raccontare quanto successo in carcere è il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli.

In una nota Franco Corbelli ha chiesto ai giudici della Corte d’appello di Catanzaro”di accogliere l’istanza di scarcerazione presentata dai legali di Antonia Iannicelli”. “L’istanza è stata presentata il 9 gennaio scorso ha aggiunto e non capisco come mai i giudici non si sono ancora pronunciati. Antonia piange e chiede di poter ritornare subito a casa dalle sue altre due bambine. Ha detto che vuole andare via da Cassano, lontano da quella terra violenta, da quel luogo d’inferno che le ha distrutto la vita. Chiedo, per un fatto di giustizia e umanità, che la madre del piccolo Cocò venga mandata a casa, dove l’aspettano le altre due figlie di 4 e 5 anni. Chiedo che venga emesso quel provvedimento di scarcerazione che avrebbe dovuto già esserci quando per molti mesi Diritti Civili e gli avvocati della giovane donna hanno più volte chiesto”.

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