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A Crotone individuati 35 falsi braccianti agricoli

CROTONE – I militari del Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Crotone hanno, per l’ennesima volta, individuato un’azienda agricola dell’hinterland crotonese che si è resa protagonista di una truffa finalizzata a giustificare la fittizia assunzione di braccianti agricoli e la conseguente percezione di prestazioni previdenziali ed assistenziali.

 

Questa volta, l’indagine della Fiamme Gialle pitagoriche, coordinata dl Sostituto Procuratore della Repubblica di Crotone Dottor Vincenzo Carluccio, ha preso le mosse da una pregressa attività ispettiva dell’INPS, nell’ambito della quale erano già emerse anomalie in ordine alla posizione di un’azienda agricola affittuaria di terreni.

Gli approfondimenti investigativi dei finanzieri hanno permesso di appurare che l’azienda, costituita sotto forma di ditta individuale, ha avuto una brevissima vita, poiché è stata dichiaratamente in attività solo per un biennio. In questo periodo, il titolare avrebbe assunto una trentina di braccianti per coltivare agrumi su fondi dell’estensione di circa 40 ettari,  condotti in virtù di un contratto di locazione.

La realtà, peraltro, si è dimostrata ben diversa.

In primo luogo, il contratto d’affitto dei terreni, pur regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate, è stato assolutamente disconosciuto, anche perché in quel periodo la società proprietaria era in amministrazione giudiziaria ed il professionista incaricato si era avvalso, per la cura dei fondi, di altre imprese conto terziste.

Inoltre, le dichiarazioni rese da alcuni dipendenti hanno fatto emergere ulteriori elementi di sospetto. In particolare, alcuni lavoratori hanno fornito indicazioni circa i periodi di raccolta dei frutti non coerenti rispetto al ciclo delle colture agrumicole, mentre altri non hanno neppure saputo indicare l’ubicazione dei terreni o i nominativi dei compagni di lavoro.

Altri braccianti, invece, nel sostenere di aver lavorato sui terreni in questione, hanno peraltro riferito circostanze rivelatesi non veritiere. Infatti, hanno asserito che presso quei fondi non vi erano immobili e custodi, mentre dagli accertamenti e dalle dichiarazioni del proprietario è emerso che vi insiste un fabbricato adibito ad abitazione del guardiano.

L’azienda agricola, di fatto, è stata costituita allo scopo di consentire l’indebita percezione di prestazioni previdenziali quali indennità di disoccupazione, maternità e malattia.

Il danno a carico delle casse dell’INPS è stato quantificato complessivamente in circa 72.000 Euro.

Il titolare dell’azienda agricola, formalmente cessata a dicembre del 2011, è stato denunciato, in concorso con i 30 falsi braccianti fittiziamente assunti alle sue dipendenze, per i reati di falso e truffa aggravata.

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