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Ammanco milionario nelle casse dei frati minimi di S. Francesco di Paola: consegnata informativa della Guardia di Finanza

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PAOLA (CS) – A Paola (Cs) la Guardia di Finanza ha consegnato l’informativa sul delicato caso delle offerte “sparite” dai conti dei frati del Santuario di S. Francesco di Paola. Si indaga su di un ammanco di oltre un milione di euro dal conto-corrente dove venivano depositate le offerte dei devoti al santo calabrese.

 

Come ricorderete l’indagine riguarda la condotta del promotore finanziario Massimiliano Cedolia, che aveva eseguito bonifici e investimenti in borsa con i soldi delle offerte dei devoti di S.Francesco.
Il Cedolia godeva della piena fiducia dell’ex economo del santuario di Paola, P. Franco Russo. Questi, fidandosi ciecamente del promotore finanziario, nel 2006 aveva autorizzato il cambiamento d’istituto di credito, passando il deposito delle offerte, dalla filiale di Banca Nuova di Campora San Giovanni, su un conto-corrente online di IwBank. A questo punto P. Franco Russo si sarebbe accorto dell’ammanco solo nel novembre del 2012, quando si apprestava a lasciare il santuario alla volta di Roma dove era stato trasferito. Padre Russo ha poi informato i suoi superiori dell’ammanco milionario ed è venuto fuori anche che il Cedolia possedeva una password con cui on-line accedeva al conto.
Nella consegna dell’informativa della Guardia di Finanza, secondo quanto riporta il Quotidiano della Calabria, sono stati individuati tutti i canali attraversati dal flusso di denaro fuoriuscito dal conto intestato ai frati Minimi. Canali che porterebbero anche all’estero. Il presunto raggiro ai religiosi ruoterebbe attorno alla figura del promotore finanziario. I Frati hanno intentato la causa civile che prevede tempi più lunghi di prescrizione e che mira al recupero dell’intera somma o parte di essa che sarebbe stata prelevata dal conto del convento, mentre invece in sede penale stanno già per scadere i termini. Gli investigatori coordinati dal procuratore Bruno Giordano ed il pm Linda Gambassi, sono ottimisti sull’esito dell’accertamento della verità. Lo sono un po’ di meno sui risultati concreti che si potranno raggiungere da un punto di vista penale, considerando i capi d’imputazione ed il tempo trascorso dalla loro consumazione, in funzione della possibile prescrizione del reato.
Inoltre la Procura della Repubblica di Paola, sta valutando altre ipotesi di reato come la ricettazione oltre a quella di appropriazione indebita. Gli inquirenti stanno valutando anche la posizione di tre persone destinatarie dei bonifici; è emerso inoltre dalla ricostruzione operata dai finanzieri che l’anziana zia di Cedolia, si è ritrovata sul conto a lei intestato i bonifici più consistenti, provenienti dal deposito delle offerte.

Luisa Loredana Vercillo

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