“Calabresi, cerebrolesi”. Il post razzista di una docente di Bergamo. Che si difende: “non è mio” · CalabriaPage LameziaClick

CalabriaPage Quotidiano Online | Notizie in tempo reale | Cronaca, news, notizie, sport, inchieste, politica, economia, Calabria, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia

“Calabresi, cerebrolesi”. Il post razzista di una docente di Bergamo. Che si difende: “non è mio”

Print Friendly, PDF & Email

BERGAMO – Avrete un futuro scintillante di consigliori della ‘ndrina. Trasferitevi in Calabria. Perché qui non c’è più posto per voi, cerebrolesi». E’ il post pubblicato 4 gennaio scorso ed apparso sulla bacheca di Alessandra Szego, insegnante di Diritto penale avanzato e Criminologia, nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bergamo. La frase era associata a un video di Full Metal Jacket e annunciava la restituzione dei compiti di Diritto penale.

 

La scritta – come racconta oggi il Corriere della Sera – “è rimasta visibile on line, sulla bacheca di “Ale” Szego, fino a ieri pomeriggio. L’articolo riporta il commento di uno studente “È terribile che un’insegnante scriva queste parole. Anche in classe la professoressa usa spesso toni inappropriati e ci dà dei “calabresi”. Da quando è iniziato il semestre, a settembre, il clima a lezione è diventato sempre più pesante.”

“Quelle parole non le ho pubblicate io e non le ho nemmeno cancellate – dice Szego -. Quel post non l’ho mai visto e, se voi l’avete visto, credo l’abbiano messo gli studenti che sono risultati insufficienti all’ultimo compito scritto, per una ritorsione nei miei confronti. Può darsi che i giovani abbiano preso un file caricato da me sul web mesi fa, quello del Sergente Hartman e, violando la mia password di Facebook, abbiano scritto una frase sopra quel video che mi fa tanto ridere..”. La docente, mentre sostiene che le è stato violato il profilo del social network, spiega sempre sul Corriere.it di non aver intenzione di denunciare l’episodio. “Insegno penale e so benissimo come vanno a finire queste cose, conosco i tempi dell’azione giudiziaria – dice Szego -. E poi che faccio: una denuncia contro ignoti? A che servirebbe? Voglio anche tutelare l’università e non mi va di mettere nei guai con un processo dei ragazzotti”.

Foto da bergamocorriere.it

loading...

pubblicità