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Cinque arresti a Vibo per usura e corruzione. Coinvolto anche un agente di polizia

La Squadra mobile di Catanzaro ha eseguito provvedimenti restrittivi emessi dal Gip del capoluogo nei confronti di cinque persone ritenute responsabili dei reati di usura, corruzione in concorso, intestataria fraudolenta di beni e violenza privata aggravata dalla metolodogia mafiosa.

 

I destinatari dei provvedimenti sono Paolo Potenzoni, Michele Purita, Carmelo Barba e Domenico Lo Bianco. Ai domiciliari, invece, Stefano Mercadante, della Polizia di Stato in servizio alla Questura di Vibo Valentia, ritenuto responsabile di concussione e corruzione.

L’attività investigativa si è potuta sviluppare grazie alle dichiarazioni rese da un testimone di giustizia che ha denunciato le attività usuraie subite.

Per quanto riguarda il sovrintendente di Polizia Stefano Mercadante, questi nel 2008 avrebbe costretto il titolare di un Istituto di Vigilanza alla remissione di querela nei confrinti del responsabile di un altro Istituto di Vigilanza. Mentre nel 2011 avrebbe percepito somme di denaro da Michele Purita, legale rappresentante di un Istituto di Vigilanza, allo scopo di evitargli controlli sull’attività svolta e l’esito favorevole degli accertamenti demandati alla Squadra Amministrativa a cui era addetto.

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