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Mons. Galantino: “Non è l’offerta che riscatta il mafioso, ma il pentimento vero!”

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imageMonsignor Nunzio Galantino, vescovo di Cassano all’Jonio e segretario generale della Cei, ha rilasciato un’intervista a Tv2000, la Tv di proprietà della Conferenza Episcopale Italiana. Lo ha fatto in occasione della riunione della Conferenza Episcopale Calabra che si è tenuta nel Santuario di Paola, in provincia di Cosenza, alla presenza di tutti gli arcivescovi e i vescovi calabresi, proprio ieri 17 luglio. Commentando le recenti vicende della processione di Oppido Mamertina, Monsignor Galantino ribadisce la posizione della Chiesa:
“Tutti devono sapere che non c’è nessuna possibilità di commistione tra religione e malaffare. La ‘ndrangheta è affari sporchi ed il discorso riguardante la pietà e la religiosità popolare è un fenomeno molto complesso”. Una cosa è sicura: “Se per caso, o di fatto, qualche malavitoso si accosta al santo, semmai paga anche i fuochi artificiali o le luminarie, deve sapere che quel gesto non lo riscatta dal suo essere fuori dalla Chiesa, non lo riscatta dal suo essere assolutamente non in linea con il Vangelo” ribadisce ai microfoni di Tv2000. Il segretario della Cei sottolinea con chiarezza che “non è l’offerta che ci fa santi, non è il pagare le spese o portare sulle proprie spalle la statua del santo che ci riscatta dalla malavita che noi viviamo. E’ altro: è il pentimento, la conversione e la voglia di far sapere pubblicamente che noi prendiamo le distanze da una vita vissuta male”.
Importante poi la distinzione che Monsignor Galantino compie per fare “chiarezza” sulle “competenze” che spettano a coloro che vengono ad essere investitI del fenomeno mafioso: “La Chiesa non è la magistratura, non è la polizia; e la magistratura non è la Chiesa. Abbiamo criteri diversi con cui aggredire le realtà mafiose, nel rispetto delle competenze di ciascuno. Al prete, al vescovo, non compete dichiarare chi è mafioso e chi non lo è. Questo spetta alla magistratura”. “Il prete e il vescovo, come tutta la comunità cristiana, dicono ovviamente con chiarezza chi è contro il Vangelo e contro i valori del Vangelo”.
“La mafia va aggredita da tutte le parti, prosegue mons. Galantino, ognuno mantenendo le proprie competenze, ma con un impegno chiaro, leale, di collaborazione e anche di decisione degli interventi”.
Infine il segretario della Cei chiama tutti all’attenzione verso “fenomeni così complessi” verso i quali è necessario “tutti quanti di ritrovarci, di riflettere, di verificare”.
Come chiesto con forza da Papa Francesco è finalmente arrivato il momento di una presa di posizione inequivocabile e definitiva verso questo cancro che affligge la società calabrese e non solo.

Luisa Loredana Vercillo

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