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La Coldiretti chiede al Dipartimento Agricoltura l’urgente integrazione al bando del PSR 2014-2020 sulla forestazione

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Molinaro: redigere bandi semplificati per suscitare l’interesse delle imprese. La Coldiretti Calabria ha chiesto al Dipartimento Regionale Agricoltura di integrare il Bando della “Misura 8” del PSR 2014-2020 “Investimenti nello sviluppo delle aree forestali e nel miglioramento della redditività delle foreste”.

La Coldiretti, pone in evidenza che il bando ha riscontrato poco interesse, del resto lo stesso Dipartimento ha prorogato il bando a fine luglio per le pochissime domande pervenute da parte dei beneficiari. Innanzi tutto viene messo in risalto, la complessità delle procedure amministrative poste in essere, con notevoli complicazioni, che tradotto significa costi molto pesanti per la elaborazione del progetto oltre al notevole tempo che si deve impiegare per la richiesta delle autorizzazioni.

Vi è poi -continua la nota- eccesso di burocrazia e di documentazione richiesta; le cartografie di riferimento spesso sono datate ed incoerenti alle realtà aziendali e questi sono elementi di criticità rilevanti nella fase progettuale. Risulta altresì incomprensibile -prosegue- la motivazione che ha portato a non prevedere le opere di stabilizzazione idrauliche per la realizzazione di gradoni funzionali all’imboschimento permanente di terreni non agricoli in aree a rischio erosione, desertificazione, dissesto idrogeologico e in pertinenze idrauliche, miranti al consolidamento dei versanti e delle sponde.

Infatti, le Tabelle dei Costi Standard, cui si è obbligati ai fini del calcolo della spesa massima ammissibile, non comprendono il sostegno ai costi per la realizzazione dei gradoni, e neanche per la realizzazione di recinzioni. Senza gradoni e recinzioni -rimarca Coldiretti- la Misura 8 non è applicabile nell’areale Montano-Forestale calabrese dove i terreni non agricoli o terreni agricoli incolti sono per la maggior parte in condizioni orografiche difficili e per questo abbandonati oltrechè sottesi alla fauna selvatica.

Di fatto, le imprese private, per realizzare un ettaro di rimboschimento devono, a loro spese, realizzare prima i gradoni – per evitare che l’acqua gli porti via le piantine trapiantate; poi, sempre a proprio carico, realizzare la recinzione – per evitare che i cinghiali e gli animali al pascolo distruggano l’impianto messo a dimora; e poi, potranno procedere alla sistemazione del terreno e al trapianto delle piantine e quindi, realizzare gli interventi previsti nella Tabella dei Costi Standard che si ricorda sono finanziati al 75%. Non sono secondarie due altre questioni: l’assenza dei Regolamenti Forestali previsti dalla L.R. 45/2012 e i tempi biblici per l’approvazione dei Piani di Gestione Forestale .

“Viste con gli occhi degli imprenditori -conclude Molinaro- tutto questo che abbiamo messo in evidenza sono limiti notevoli che penalizzano l’enorme patrimonio boschivo calabrese”.

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