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Si parlerà di alienazione genitoriale nell’evento che AMI Calabria terrà a Paola il 21 aprile

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PAOLA (COSENZA) – La separazione tra due coniugi è il momento in cui la coppia genitoriale deve evitare accese conflittualità e avere cura dell’interesse preminente dei propri figli, impegnandosi, per il loro bene, a mantenere un equilibrato e maturo rapporto parentale.

Non sempre, però, è tutto così idilliaco: in molti casi uno dei due genitori mette in atto una vera e propria guerra nei confronti dell’altro, servendosi della prole come arma di belligeranza contro l’altro genitore, macchinando con i figli delle atipiche alleanze contro l’altro genitore, con il solo fine di annullarlo.

Si opera così l’indottrinamento da parte di uno dei due genitori che, con il contributo attivo del figlio, mette in atto una sorta di lavaggio di cervello finalizzata all’annientamento dell’altro genitore, conducendo il minore a distaccarsi dalla realtà e ad alienarsi dagli affetti, oltre a provare astio e disprezzo immotivato e crescente nei confronti del genitore preso di mira.

Di alienazione parentale, considerando anche le recenti innovazioni cliniche e giuridiche, si discuterà in occasione dell’evento formativo che la Sezione Distrettuale di Catanzaro dell’AMI (Avvocati Matrimonialisti Italiani), in collaborazione con la Società Italiana Scienze Forensi (SISF), sotto il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Paola, terrà a Paola (CS) presso la sala convegni del Santuario di San Francesco, alle ore 16.00 di venerdì 21 aprile.

Insieme all’avvocato Margherita Corriere, presidente dell’AMI Calabria, relazioneranno lo psicologo Marco Pingitore, presidente della SISF, lo psicoterapeuta della Casa di Nilla, Giovanni Lopez, e l’avvocato e socia di AMI Marianna Famà.

All’introduzione e moderazione dei lavori, affidati al giornalista Mimmo Abramo, porgerà i saluti di rito agli intervenuti il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Paola, avvocato Mario Pace.

Spesso, nei giudizi di separazioni o divorzi, si parla di Alienazione Parentale o, in altre occasioni altrettanto implicite, di manipolazione, programmazione del figlio contro l’altro genitore, di genitore ostacolante i rapporti del minore con l’altra figura genitoriale.

Gli effetti devastanti che tali meccanismi di disfunzione relazionale provocano nella prole sono drammatici: deprivazione affettiva, disturbi emotivo-relazionali e, non di rado, problematiche psichiatriche.

Secondo la Suprema Corte è essenziale tener conto che tra i requisiti di idoneità genitoriale una grande importanza è ricoperta dalla capacità di garantire la continuità delle relazioni parentali con l’altro genitore, onde tutelare in maniera effettiva e concreta il diritto del minore alla bigenitorialità e a una sana crescita equilibrata.

È fondamentale per la prole poter intrattenere rapporti costanti e significativi con entrambe le figure genitoriali, che sono importanti per un sereno e idoneo sviluppo della personalità in itinere.

A tal proposito, la Corte di Cassazione sostiene che in tema di affidamento di figli minori il giudizio prognostico deve essere effettuato nell’esclusivo interesse morale e materiale della prole, esaminando la capacità dei genitori di crescere ed educare i figli nella nuova situazione creatasi a seguito della disgregazione dell’unione.

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