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Lettera aperta. La violenza continua a colpire. Ricordando Antonella Lettieri

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Cara Antonella ,

ovunque Tu sia ora…. nel cielo stellato, nella spuma del mare, nel vento che soffia, nelle gocce di pioggia che si confondono con le lacrime dei Tuoi cari e dei Tuoi amici, nell’aria che avvolge le mille luci danzanti della silenziosa passeggiata di stasera in Tuo ricordo…. voglio scriverTi per farti sentire meno sola nel silenzio assordante in cui Ti ha precipitato la tragedia che ti ha visto protagonista e nella violenza feroce che, ancora una volta, ci invita a riflettere sul vero significato della ricorrenza della festa della Donna .. quella giornata in cui il Tuo cuore si è fermato, mentre ancora il giallo delle mimose colorava il grigiore di una fredda serata di marzo.

Ogni volta che la violenza e la follia prendono il sopravvento nel cuore dell’essere umano, la vita si ferma. La vita di chi subisce in quel momento, ma anche la vita di tutta l’umanità.

E’ una sconfitta. E’ una sconfitta di tutti, nessuno escluso. L’ennesima, tragica, orribile sconfitta che porta ognuno di noi a interrogarsi sulle cause di questa violenza che toglie il fiato , che annulla l’altro , che non accetta un diverso sentire e si concretizza, senza appello, nell’infliggere la morte.

Non parlerò di femminicidio. Orribile termine utilizzato, ancora una volta, per sottolineare pure nella morte, una differenza tra un essere umano di sesso maschile e di sesso femminile, per continuare ad alimentare lo stereotipo della diversità ed esaltare la debolezza femminile e la brutalità maschile..

La vera festa della Donna arriverà quel giorno in cui veramente l’umanità avrà compreso che tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

La vera festa della Donna arriverà quel giorno in cui ognuno di Noi avrà compreso che le differenze esistono e devono esistere perché gli esseri umani si completino, perché possano vivere insieme, perché possano sorreggersi a vicenda, perché possano percorrere insieme la strada ed aiutarsi con amore e rispetto reciproco a superare gli ostacoli sul loro cammino.

E quel giorno, la festa della Donna sarà sostituita dalla festa dell’Umanità, da una festa gioiosa di mani che si cercano, si stringono e si aprono per regalare amore, speranza e solidarietà nel rispetto di ogni vita, della vita di un bambino, di un uomo, di una donna, di un anziano, di un diversamente abile, per gioire e soffrire insieme rispettando la nostra essenza, la vita…

Un dolce pensiero Antonella, il Tuo sorriso ci guidi in questo percorso.

Prof.ssa Elisabetta Barbuto, Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina Diritti Umani

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