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A Chiaravalle celebrata la Giornata Mondiale dell’Osteoporosi

osteoporosiCHIARAVALLE (CATANZARO) – In occasione della giornata mondiale dell’osteoporosi, che si celebra ogni anno il 20 ottobre, l’unità operativa Riabilitazione della Casa della Salute di Chiaravalle Centrale, diretta dal dott. Giuseppe Roccia, ha organizzato una iniziativa sul tema, finalizzata all’educazione sanitaria e prevenzione.

Nella mattinata di ieri i fisiatri dell’Unità Operativa e Medici di medicina generale sono stati a disposizione della cittadinanza somministrando, a chi ha voluto aderire alla proposta, il test De FRA per stimare il rischio a dieci anni, di fratture da fragilità che possono interessare il femore o altra frattura clinica (omero, bacino, vertebre, tibia, ecc.), che molto spesso sono causa di disabilità anche importanti.

Le attività sono proseguite nel pomeriggio con un incontro sul tema “Tieni d’occhio l’osteoporosi”, al quale hanno partecipato cittadini, Associazioni di volontariato, il Forum dei cittadini, il Consultorio familiare e i MMG. Nel corso della la riunione sono stati trattati temi di educazione sanitaria, prevenzione e cura dell’osteoporosi.

“In Italia – riferisce il dott. Roccia – sono circa 4 milioni le donne affette da osteoporosi, mentre sarebbero 1 milione gli uomini osteoporotici; nelle donne di età superiore ai 70 anni la prevalenza è di quasi il 50%, inoltre, nella popolazione femminile di età superiore ai 60 anni, più del 75% soffrirebbe di fragilità ossea (osteopenia-osteoporosi). Spiega inoltre che “a causa dell’osteoporosi si verificano numerosissime frattura da fragilità, spontanee o da traumi minori, con elevati costi sul piano umano, sociale ed economico”. “In Italia – precisa ancora – si sono verificate oltre mezzo milione di fratture femorali (674.070) in meno di dieci anni; i costi diretti totali per il SSN sono pari a circa 8,5 miliardi di euro (più 1 miliardo di euro pagato dall’INPS per le pensioni d’invalidità): quasi 10 miliardi di euro, in meno di dieci anni!”. Infine raccomanda: “Tutte le donne oltre i 50 anni dovrebbero essere sottoposte a test di valutazione del rischio fratturativo”.

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