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Immigrazione, CasaPound non in linea con la Prefettura di Cosenza

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casapound_calabriaCOSENZA – “La Prefettura di Cosenza rimprovera i sindaci della provincia poiché poco collaborativi nella gestione dell’emergenza immigrazione invitandoli ad una maggiore partecipazione, in quanto nei prossimi mesi è previsto l’arrivo di un numero elevato di immigrati. Dunque, si vuole imporre le scelte pro-immigrazione su ogni singola amministrazione eletta dal popolo in barba alla democrazia”.

È questa la dura presa di posizione del distretto cosentino di CasaPound Calabria.

“Per prassi – spiega la nota – le Prefetture dovrebbero stipulare convenzioni per la gestione dell’accoglienza a cooperative e/o privati previo consenso dei singoli territori. Esortare i comuni a sviluppare progetti per l’integrazione degli immigrati è una mossa subdola con la quale il governo nazionale vuole imporre le proprie scelte pro-immigrazione su ogni territorio, su ogni singola amministrazione eletta dal popolo, con buona pace della democrazia. In virtù di ciò, la presa di posizione della maggior parte dei comuni del cosentino è legittima e deve essere rispettata. In una realtà come quella calabrese decidere di non alimentare l’immigrazione incontrollata è più che giusta”.

“Non bisogna dimenticare – prosegue la nota di CasaPound Calabria – che mentre i rifugiati politici potranno essere spostati dal territorio nazionale tutti gli altri immigrati irregolari rimangono in Italia. Questi ultimi, nella maggior parte dei casi, rappresentano per la ndrangheta manodopera a basso costo da sfruttare attraverso il caporalato, nuovi scagnozzi a cui far smerciare la droga, nuovi clienti a cui a far acquistare prodotti contraffatti che saranno rivenduti nei mercati e sulle spiagge italiane. La criminalità organizzata la si combatte opponendosi all’immigrazione clandestina. A tutto ciò bisogna aggiungere il danno economico a discapito delle generazione a venire provocato dall’arrivo di clandestini che, come certificato da recenti dati, sono per la maggior parte uomini con un’età media di 25 anni. Inneggiare all’immigrazione incontrollata – conclude la nota – significa curare gli interessi economici di quelle associazioni che lucrano sulla pelle degli immigrati e decretare la morte della nostra regione”.

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