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Rende, San Giuseppe da Copertino raccontato in rap dalla scuola di Santo Stefano

IMG-20160531-WA0008RENDE (CS) – Tutte le storie dei santi emanano un fascino particolare, avvincono, catturano, soprattutto i bambini ed i ragazzi che si accostano con semplicità alle biografie di questi giganti della Chiesa. Ognuno di loro passa alla storia per manifestazioni singolari del modo di vivere il proprio rapporto con Dio, che non manca di compiere meraviglie attraverso questi “umili strumenti”. San Giuseppe da Copertino, paese in provincia di Lecce, non fu da meno. E alla storia di questo santo umile, quasi analfabeta, incapace in tutto, considerato “un idiota”, distratto, tanto da meritargli l’appellativo di “boccaperta”, nato in una stalla, capace, per volere di Dio, di estasi particolari tanto da sembrare un saltimbanco, si sono appassionati i 23 bambini della classe 5ª A della Scuola Primaria dell’Istituto Comprensivo Statale Rende-Quattromiglia di Rende (Cosenza) guidato dalla Preside, Franca Lucia Perri.E si sono appassionati tanto da metterne la sua storia in musica, ricavandone un rap di tutto rispetto!

Accade infatti che l’associazione leccese “Amici della Grottella” dal nome del Santuario dove soggiornò il Santo di Copertino ha bandito per il 6° anno consecutivo, un concorso dedicato appunto al Santo e riservato a tutte le scuole italiane per l’anno 2015/2016. Detto, fatto! I piccoli decidono, guidati e spronati dalle loro insegnanti, Liliana Bruno e Maria Luisa Lico di partecipare al concorso. Le insegnanti raccontano loro la storia di Giuseppe Desa nato il 17 Giugno 1603 in una stalla, perché il padre, Felice, custode del castello dei marchesi di Copertino, era sparito dopo aver firmato troppe cambiali in favore di alcuni amici.  I bambini rimangono colpiti dalla storia di questo bambino considerato un po’ distratto, in gioventù un vero fallimento, ma poi diventato sacerdote dopo una serie di peripezie ed in modo davvero singolare. Decidono capeggiati da Lorenzo, loro compagno, di comporre un rap. locandina2016-webLi incontro nel plesso di Santo Stefano di Rende, per farmi raccontare gli esiti del concorso. Scopro così che proprio ieri hanno avuto una bella notizia. Non hanno vinto, ma sono davvero entusiasti: hanno ricevuto una menzione speciale. “ Menzione speciale alla classe 5ª A della Scuola Primaria dell’Istituto Comprensivo Statale Rende-Quattromiglia di Rende (Cosenza) per il brano rap, “San Giuseppe Alè Alè”. Il brano è stata l’unica proposta che ha saputo tradurre in musica la vita di San Giuseppe. Semplice è il genere scelto dai bambini che ha reso più vicino alla loro esperienza il messaggio del Santo”, recita il verbale della commissione esaminatrice che si è pronunciata nel Santuario della Grottella di Copertino, sabato 28 maggio.

I bambini sono contenti, ognuno vuole dire la sua sul rap per San Giuseppe. Oggi poi lo metteranno in scena nella recita di fine anno. Lorenzo mi racconta che la base musicale è stata da lui ideata attraverso un’applicazione del telefonino. Hanno poi tutti insieme composto il testo sulla base dei racconti delle maestre. Lorenzo ha cantato il testo e tutti gli altri compagni hanno fatto un simpatico corretto. Il brano ripercorre infatti la vita del Santo, le sue scarse capacità umane compensate dall’intervento di Dio, e nel ritornello troviamo una simpatica invocazione a San Giuseppe, affinché rimanga sempre accanto a loro.

Le maestre Liliana e Maria Luisa mi dicono che ora l’attesa è grande per le targhe e gli attestati di partecipazione che riceveranno a breve e  anche senza vittoria ciò che conta è aver riflettuto su temi importanti. Chiedo ai bambini cosa li ha emozionati di più, quale è il messaggio che hanno voluto lanciare ai coetanei sulla vita del Santo; Giorgia prende la parola e mi racconta un aneddoto: “Fra Giuseppe per diventare prete doveva fare un esame e si era preparato imparando a memoria un brano del Vangelo. Quando gli fecero la domanda a Giuseppe capitò proprio quel Vangelo, l’unico che sapeva bene a memoria!” mi dice soddisfatta. I bambini parlano con naturalezza di cose inaudite, discutiamo insieme del fatto che San Giuseppe da Copertino umile e incapace compì tanti miracoli, il Signore gli concesse doni straordinari come le estasi che gli permettevano di volare ben tre metri da terra! “Si! le estasi sono le cose che mi hanno colpito di più!” dice con aria assorta Federico, quasi inseguisse quei voli con la sua immaginazione da bambino.

“Un vero esempio nella nostra vita” interviene Francesco un altro bimbo, “ed è per questo che abbiamo raccontato la sua storia brevemente nel rap, dice ancora Giorgia.

Propongo loro di fare un rapido gioco: “ditemi una parola, una sola che possiamo vedere come un insegnamento del Santo.”  Sofia mi risponde: “la capacità di sognare”; Federico, cita la “lealtà verso la Chiesa”, Lorena: “il coraggio”, Martina: “la pace che diffondeva…”

Emanuele interviene con fare convinto: “Ho imparato che se credi in qualcosa e preghi puoi raggiungere quel sogno”, evidentemente in riferimento al sogno del santo di diventare sacerdote. Può bastare.

20160531_101414“Ma insomma un pezzetto del rap me lo fate sentire?” Chiedo loro. Ridono. E’ tutto un battito di mani, prendono il ritmo e parte un ritornello rap: “San Giuseppe alè alè, resta sempre accanto a me, dalla sera alla mattina quando la prova si avvicina”.

San Giuseppe da Copertino patrono degli studenti. Siamo certi che i bambini della 5 A di Santo Stefano di Rende, grazie alla loro simpatia se lo ritroveranno sempre accanto!

 

Luisa Loredana Vercillo

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