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Catanzaro, problemi edicolanti il Sindaco Abramo incontra i sindacati

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catanzaro_problemi_edicolanti_incontroCATANZARO – Le delicate problematiche del settore degli edicolanti sono state al centro dell’incontro svoltosi a Palazzo De Nobili tra il sindaco Sergio Abramo e le organizzazioni sindacali di categoria Slc Cgil e Sinagi.

L’Amministrazione comunale, nel corso della riunione alla quale hanno anche preso parte gli assessori Rosamaria Petitto (Bilancio) e Filippo Mancuso (Patrimonio) e i dirigenti Pasquale Costantino (Finanze) e Andrea Adelchi Ottaviano (Patrimonio), si è resa disponibile ad accogliere,  valutare ed eventualmente agevolare dal punto di vista burocratico e amministrativo, le diverse esigenze della categoria.

Nello specifico, le organizzazioni sindacali (erano presenti Daniele Carchidi, segretario generale Slc Calabria; Saverio Ranieri, segretario generale Slc Catanzaro; Giuseppe Catalano, segretario generale Sinagi nazionale; Sara Barbuto, segretario Sinagi Cz-Vv-Kr), hanno chiesto la possibilità, laddove gli spazi pubblici lo consentano, di allargare la superficie di vendita disponibile per commercializzare altri prodotti, non editoriali, “al fine di aumentare la redditività delle rivendite la cui sopravvivenza – hanno specificato – rappresenta sul territorio un presidio di tutela della libertà d’informazione e per i cittadini il diritto, costituzionalmente garantito, a essere informati”.

Si è discusso, inoltre, della possibilità per gli edicolanti di sostituire i vecchi chioschi con modelli più funzionali e rispondenti all’arredo urbano della città.

Gli assessori Petitto e Mancuso, nel corso dell’incontro, hanno tenuto a precisare che, “non è vero che a Catanzaro gli edicolanti pagano una doppia tassa, la Tosap (tassa per l’occupazione del suolo pubblico) e il Cosap (canone di occupazione), anche perché quest’ultima imposizione non è mai stata varata. E’ invece vero che, oltre alla Tosap, viene richiesto agli edicolanti un canone per “diritto di concessione”, previsto e consentito dalla legge, così come confermano numerose sentenze della Cassazione”.

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