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“The Innovation Place” all’Unical. Il futuro parte dalla Calabria

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unicalUn riconoscimento di grande valore e che riempie d’orgoglio tutta la Calabria. Nella terza puntata di “The Innovation Place”, rubrica sui luoghi italiani di innovazione, il conduttore Riccardo Luna ha visitato l’Università della Calabria, nel campus di Arcavacata di Rende.

Tra le menti geniali presenti da queste parti troviamo Sandra Savaglio, resa famosa da una copertina dedicatagli dal Time undici anni fa, come l’emblema dei cervelli in fuga dalla propria terra d’origine. Lasciò la Calabria per andare a studiare all’estero, più precisamente a Baltimora e poi in Germania, al Max Planck, da un anno è tornata nella sua regione per aiutare e indirizzare coloro i quali vogliono stare a contatto con una delle più grandi astrofisiche contemporanee. “E’ una grande sfida, ma mi sta dando grandissime soddisfazioni. Io resto sempre aggiornata sulle nuove scoperte e poi le trasmetto ai giovani per dar loro la possibilità di scegliere, ovvero dire a loro cosa noi sappiamo sulla materia oscura, su pianeti extrasolari e sui buchi neri” ha detto la Savaglio. “Il punto di forza della Calabria sono i giovani, non a caso chi c’è una crescita demografica giovanile più alta rispetto alle altre regioni. Il problema è che qui si produce ciò che poi verrà sfruttato fuori regione ed all’estero, e non in Calabria. Molti ricercatori vogliono restare all’estero e non tornano, ma molti come me hanno fatto una scelta personale, di ritornare qui.”
Altro motivo di lustro per l’ateneo situato a Rende è la presenza di un’equipe che si sta occupando di un esperimento dell’agenzia spaziale europea, la quale nel 2026 lancerà un satellite il cui compito è svelarci alcuni misteri sulla produzione di energia solare. Il prezzo di tale operazione, in codice Thor, è di ben mezzo miliardo di euro. A tal proposito viene intervistato Francesco Valentini che, dopo aver conseguito il dottorato a Parigi e frequentato l’Università di San Diego ha deciso di fare ritorno in terra calabrese. “Molto probabilmente per noi calabresi le radici sono più importanti di qualsiasi altra cosa, e quindi avevo voglia di tornare qui e fare qualcosa di buono per la mia città.” Illustrando poi il progetto si è così espresso: “Thor è un progetto di immissione spaziale, sottoposto al bando ESA (agenzia spaziale europea) nello scorso maggio. Il nostro obbiettivo è di comporre misure nello spazio interplanetario, quindi tra terra e sole, per caratterizzare la dinamica del gas presente tra terra e sole.”
Un episodio curioso ed al tempo stesso straordinario ha avuto luogo nel dipartimento di fisica dell’UniCal. Infatti nel 2012, quando è stata individuata la “cellula di Dio”. Ipotizzata nel 1964, con il passare degli anni si sono intensificati gli studi per trovare quella cellula che consentiva il funzionamento dell’universo e, un piccolo pezzo di questa scoperta, si è verificato qui. Antonio Pulicicchio, cosentino di 39 anni, ha affermato che “fino al 2004 sono stati effettuati degli studi, verificati poi a Ginevra. Ho deciso di restare qui perché non si può lasciare questa terra, ma non si può studiare la fisica restando radicati alle proprie origini, bisogna viaggiare e girare il mondo, confrontandosi. Ritornare però in Calabria a dare un contributo ritengo sia un compito per tutti noi.
Non è un caso infatti che quest’università abbia ricevuto il Premio per l’Innovazione, riconoscimento nato per premiare le migliori startup nate in ambiente universitario.

Nell’anno attuale ci sono tre startup calabresi in corsa per il riconoscimento. Il primo progetto riguarda tre ingegneri, i quali con il loro progetto, “Easy Move”, vogliono permettere di acquistare a tutti gli utenti un biglietto di autolinea a lunga durata tramite un’unica interfaccia, “BusPartout”, capace di raccogliere i prezzi di tutte le società specializzate in questo campo. Il sito sarà disponibile già da questo mese, con tanto di app. Il progetto di Luciano Zingali invece con il suo progetto “Made”, ha dato vita ad un modulo architettonico facilmente accessibile a tutti. Il punto su cui si fa leva è la superficie vetrata, non più statica ma dinamica sulla quale è sempre proiettabile il nome del brand. Per visionare l’ultimo progetto è necessario spostarsi in un bunker di cemento armato, dove il professore di fisica Riccardo Barbieri spiega come proprio qui sarà messa a punto una nuova macchina avveniristica a raggi x che servirà ad indagare la materia. Nonostante la difficoltà dell’opera l’abbiamo realizzata in tempi miracolosi, ovvero in tre anni ed ora siamo nella reale fase di montaggio. Metterà sia l’Università della Calabria che l’Italia all’avanguardia. Vi è anche un altro modello sperimentale a Frascati vicino Roma, ma questa è la prima che viene costruita per funzionare con continuità.”

Giuseppe Mercuri

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