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I calabresi possono “scordarsi” del mare: la depurazione in forte crisi. Monitoraggio Lega Ambiente, 80% fuorilegge

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072811GolettaVerde_ConfPuglia_CGiordano_09Goletta Verde nel mare di Calabria ha prelevato campioni di acqua e le notizie sono a dire poco sconfortanti. Nel periodo tra il 12 e 15 luglio la Goletta Verde di Lega Ambiente ha solcato il tirreno calabro, in questo modo ha prelevato in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che sono avvenute nel laboratorio mobile lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo, le acque marine. Scopo dell’operazione ricercare parametri microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità – salinità) che indicassero la “salute” del mare calabro. Le analisi chimiche sono state effettuate direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo.

Il numero dei campionamenti effettuati è stato definito in proporzione ai chilometri di costa della regione e si è fatto riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia valori di riferimento superati i quali ovviamente incidono sulla salute dei bagnanti. I giudizi sono stati espressi sulla base di uno schema che distingue tra “inquinato” e “fortemente inquinato” dove nel primo gli Enterococchi intestinali sono maggiori di 200 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 500 UFC/100ml, mentre nel secondo gli Enterococchi intestinali sono maggiori di 400 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 1000 UFC/100 ml. La differenziazione è molto importante poiché dimostra che la depurazione in Calabria è un’emergenza. In 19 casi, rispetto ai 24 punti monitorati lungo la costa calabrese ( l’80% sul totale) le analisi hanno evidenziato una carica batterica almeno due volte più alta di quella consentita dalla legge, con un giudizio di “fortemente inquinato”.

La Calabria risulta così tra le regioni peggiori in Italia, con ben 129 agglomerati urbani in cui vengono segnalate “anomalie” sulla depurazione. L’obiettivo del monitoraggio di Goletta Verde è quello di individuare i punti critici di una regione, analizzando il carico batterico che arriva in mare. Anche nel caso della Calabria, dunque, l’attenzione è stata focalizzata soprattutto alle foci e in tratti di mare “sospetti” segnalati dai cittadini, attraverso il servizio SOS Goletta. Legambiente ribadisce che questo studio non vuole sostituirsi ai monitoraggi ufficiali e non assegna patenti di balneabilità. È evidente, però, che i tanti punti critici evidenziati da questi monitoraggi in Calabria,  meritano finalmente un approfondimento da parte degli enti competenti in primis ovviamente la Regione Calabria.

Non è solo Goletta Verde a chiederlo. Anche l’Unione Europea ha avviato ad inizio stagione una procedura di infrazione ai danni dell’Italia per il mancato rispetto della direttiva comunitaria sul trattamento delle acque reflue urbane dopo già due condanne a carico del nostro Paese, che coinvolge ben 129 agglomerati urbani calabresi, praticamente tra le regioni italiane, insieme a Campania e Sicilia, con il maggior numero di “anomalie” riscontrate dalla Ue. Le infrazioni nascono dal fatto che una parte del carico generato non confluisce al sistema fognario né risulta gestita secondo un adeguato trattamento secondario o addirittura non risultano impianti costruiti. La Calabria è la penultima regione italiana con appena il 49,9% di popolazione servita da un servizio di depurazione efficiente.

Il monitoraggio di lega Ambiente è stato realizzato anche grazie al contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, che in questi giorni ha fatto tappa in Calabria. Ed infatti tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c’è anche il corretto smaltimento degli olii esausti. Proprio per questo anche quest’anno il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, che da 30 anni si occupa della raccolta e del riciclo dell’olio lubrificante usato su tutto il territorio nazionale, è partner della storica campagna estiva di Legambiente. Se eliminato in modo scorretto questo rifiuto pericoloso può danneggiare l’ambiente in modo gravissimo: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in mare inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. A contatto con l’acqua, l’olio lubrificante usato crea una patina sottile che impedisce alla flora e alla fauna sottostante di respirare.

La situazione delle acque costiere rilevata da Goletta Verde è stata presentata questa mattina, in conferenza stampa a bordo dell’imbarcazione ambientalista ormeggiata al porto di Reggio Calabria da Serena Carpentieri, portavoce di Goletta Verde e da Andrea Dominijanni, vicepresidente Legambiente Calabria.

Andrea Dominijanni, vicepresidente di Legambiente Calabria mette in evidenza che la: “mancanza di programmazione fa sì che in Calabria tutto sia sempre gestito in forma “straordinaria”, nel frattempo si continuano a pagare multe salate per la violazione delle Direttive Ue, ad attentare alla salute dei calabresi, a devastare ambiente e territorio e a compromettere il turismo.”

Sulla stessa linea Serena Carpentieri, portavoce di Goletta Verde attraverso la quale si chiede: “agli enti preposti di monitorare costantemente le foci dei corsi d’acqua accanto ai quali, inoltre, spesso si trovano strutture ricettive, come campeggi e stabilimenti balneari. Non possiamo affidarci unicamente al mare e alla sua capacità depurativa per risolvere i problemi. Risolvere i problemi della depurazione in questa regione deve essere la priorità nell’agenda politica. Anche perché i soldi ci sono o meglio c’erano. Gran parte delle risorse economiche stanziate nel 2000 per adeguare lo scarso sistema depurativo della Calabria, oltre 700 milioni di euro, non hanno prodotto i risultati sperati. Lo chiediamo da anni e vogliamo ribadirlo: è ora non solo di mettersi al lavoro seriamente sul fronte della depurazione, senza più proroghe. È una questione che riguarda l’interesse dei cittadini calabresi e dei turisti, ma anche degli stessi enti locali, per mettere in luce i problemi e individuare le giuste soluzioni per superarli”.

Dall’ecomostro a Falerna Marina, all’ingresso del porto interrato e abbandonato,  all’area industriale dismessa di Saline Joniche, i dati raccolti dalle analisi sono a dir poco sconfortanti. Vi riportiamo la situazione nel dettaglio per le province calabresi secondo i dati forniti da Lega Ambiente:

Sette i prelievi effettuati in provincia di Reggio Calabria, soltanto due dei quali hanno dato esito positivo: Melito di Porto Salvo (spiaggia di fronte piazza Porto Salvo –Lungomare Alati, in località Lungomare dei Mille); a Motta San Giovanni (nei pressi dello sbocco dello scarico del depuratore in località Lazzàro-Oliveto). Per gli altri il giudizio è sempre di “fortemente inquinato”: Reggio Calabria (allo sbocco del canale Lido Comunale e alla foce del torrente Menga, in località San Gregorio – Sabbie bianche); a Villa San Giovanni (lungomare Cenide); a Gioia Tauro (alla foce del fiume Petrace) e a San Ferdinando (alla foce del fiume Mesima).

Cinque i punti monitorati nella provincia di Cosenza, tutti con valori di inquinanti oltre il doppio di quelli consentiti, quindi anche qui “fortemente inquinanti“: a Diamante (località Torricella, alla spiaggia via Poseidone, altezza civico 185); a Bonifati (alla foce del fiume Parise); a Guardia Piemontese (sbocco Fiumara, fronte via Palermo, località Marina); a Paola (foce del fiume San Francesco, in località Lungomare San Francesco da Paola) e a Villapiana (sbocco canale spiaggia libera, altezza via Graziano). In provincia di Vibo Valentia sono stati sei i punti monitorati, anche qui con risultati “fortemente inquinati”: a Pizzo Calabro (foce del fiume Angitola, località Calamaio); a Vibo Valentia (foce del fosso Sant’Anna, in località Bivona); a Nicotera (foce torrente Britto); a Joppolo (alla foce del torrente Mandricelle, presso spiaggia di Coccorino, in località Porticello) e a Ricadi (foce fiumara Ruffa, in località Torre Ruffa). Sempre a Ricadi i tecnici di Goletta Verde hanno analizzato anche un altro punto (Cascatelle sulla spiaggia in località Formicoli), prelevando proprio un campione alla sorgente per verificarne la carica batterica risultata “fortemente inquinato”.

Tre i punti analizzati nel crotonese, di cui due fortemente inquinati: a Crotone (alla foce del fiume Esaro) e all’Isola di Capo Rizzuto (sbocco canale spiaggia in località Le Castelle). Entro i limiti di legge, invece, gli inquinanti riscontrati nelle acque prelevate a Cutro (foce del fiume Tacina, in località Steccato di Cutro). Infine, quattro i prelievi in provincia di Catanzaro. Sono risultati fortemente inquinanti i campioni prelevati a Sellia Marina (foce fiumara, altezza viale Carrao-incrocio viale Tirreno, in località Sena) e a Catanzaro (foce fiume Fiumarella, località Lido). Entro i limiti, invece, i risultati delle analisi a Gizzeria (località Marina, spiaggia nei pressi Laghi la Vota) e a Cropani (foce del fiume Crocchio, località Marina).

E’ chiesta quindi alla Regione Calabria un’assunzione di responsabilità precisa per gli impegni presi nei confronti dei calabresi mettendo mano alla depurazione e soprattutto con interventi che mirino alla tutela del cittadino. Il territorio ed il mare calabresi vanno tutelati per tutta una serie di intuibili ragioni non ultime anche il ritorno in termini di immagine per la stagione turistica. Anche se ormai sembrano richieste che da tempo si scontrano con l’indifferenza e la noncuranza delle amministrazioni.

Luisa Loredana Vercillo

 

I RISULTATI DELLE ANALISI DI GOLETTA VERDE DEL MARE IN CALABRIA*

 *prelievi effettuati dal 12 al 15 luglio 2014

PROVINCIA

COMUNE

LOCALITÀ

PUNTO

GIUDIZIO

REGGIO
CALABRIA

Melito
di Porto Salvo

Lungomare
dei Mille

Spiaggia P.zza Porto Salvo/
Lungomare Tommaso Alati

Entro i limiti

REGGIO
CALABRIA

Motta
San Giovanni

Lazzàro-Oliveto

Pressi sbocco
scarico depuratore

Entro i limiti

REGGIO
CALABRIA

Reggio
Calabria

San Gregorio
Sabbie Bianche

Foce del torrente Menga

Fortemente
inquinato

REGGIO
CALABRIA

Reggio
Calabria

Reggio Calabria

Sbocco Canale
Lido Comunale

Fortemente
inquinato

REGGIO
CALABRIA

Villa
San Giovanni

Villa
San Giovannni

Lungomare Cenide

Fortemente
inquinato

REGGIO
CALABRIA

Gioia Tauro

Lungomare
Gioia Tauro

Foce del Fiume Petrace

Fortemente
inquinato

REGGIO
CALABRIA

San Ferdinando

San Ferdinando

Foce del fiume Mesima

Fortemente
inquinato

COSENZA

Diamante

Torricella

Sbocco scarico spiaggia
via Poseidone,
altezza civ. 185

Fortemente
inquinato

COSENZA

Bonifati

Parise

Foce del fiume Parise

Fortemente
inquinato

COSENZA

Guardia
Piemontese

Guardia
Piemontese Marina

Sbocco Fiumara
fronte via Palermo

Fortemente
inquinato

COSENZA

Paola

Lungomare
San Francesco da Paola

Foce del Fiume
San Francesco

Fortemente
inquinato

COSENZA

Villapiana

Villapiana lido

Sbocco canale spiaggia
libera altezza
Via Graziano (giostre)

Fortemente
inquinato

CATANZARO

Gizzeria

Marina di Gizzeria

Spiaggia pressi
Laghi la Vota

Entro i limiti

CATANZARO

Sellia Marina

Sena

Foce Fiumara altezza
Viale Carrao
incrocio Viale Tirreno

Fortemente
inquinato

CATANZARO

Cropani

Cropani Marina

Foce del fiume Crocchio

Entro i limiti

CATANZARO

Catanzaro

Catanzaro Lido

Foce del fiume Fiumarella

Fortemente
inquinato

CROTONE

Cutro

Steccato di Cutro

Foce del fiume Tacina

Entro i limiti

CROTONE

Isola di
Capo Rizzuto

Le Castelle

Sbocco canale
spiaggia le castella

Fortemente
inquinato

CROTONE

Crotone

Crotone

Foce del Fiume Esaro

Fortemente
inquinato

VIBO
VALENTIA

Pizzo
Calabro

Calamaio

Foce del fiume Angitola

Fortemente
inquinato

VIBO
VALENTIA

Vibo
Valentia

Bivona

Foce del fosso S.Anna

Fortemente
inquinato

VIBO
VALENTIA

Ricadi

Torre Ruffa

Foce fiumara Ruffa

Fortemente
inquinato

VIBO
VALENTIA

Nicotera

Nicotera Marina

Foce torrente Britto

Fortemente
inquinato

VIBO
VALENTIA

Joppolo/
fraz.
Coccorino

Porticello

Foce Torrente
Mandricelle presso
Spiaggia di Coccorino

Fortemente
inquinato

Il Monitoraggio scientifico
I prelievi e le analisi di Goletta Verde vengono eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente che anticipa il viaggio dell’imbarcazione a bordo di un laboratorio mobile attrezzato. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nel laboratorio mobile lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità / salinità). Le analisi chimiche vengono effettuate direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo.
Il numero dei campionamenti effettuati viene definito in proporzione ai chilometri di costa di ogni regione.

LEGENDA
Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente:
INQUINATO = Enterococchi intestinali maggiori di 200 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 500 UFC/100ml
FORTEMENTE INQUINATO = Enterococchi intestinali maggiori di 400 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 1000 UFC/100 ml

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