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‘Ndrangheta, Ciconte: “Inchino un atto di sfida”. Gratteri: “Stop a processioni”

Madonna delle Grazie di Oppido Mamertina“Il gesto dell’inchino a Oppido Mamertina è stato un atto di sfida. Si è trattato di un gesto di forza e di tracotanza”. Lo afferma il sociologo Enzo Ciconte, esperto di mafie e docente di Storia della criminalità organizzata a Roma Tre. Ciconte è profondo conoscitore della criminalità organizzata calabrese ed autore del primo libro sulla storia della ‘ndrangheta. “Il Parroco ed il sindaco – ha aggiunto – dovevano andare via così come ha fatto il comandante dei carabinieri che ha capito quanto stava accadendo ed ha deciso di prendere le distanze.Questi fatti non sono folclore ma hanno radici profonde nel tempo. Sin dall’ottocento, quando la ndrangheta è nata, c’è sempre stato un rapporto tra la criminalità e la Chiesa. Ora la Chiesa deve dare una risposta chiara e netta a questa sfida. Se non ci saranno risposte incisive rischia di passare il messaggio che la ‘ndrangheta è più forte del Papa”.

Procuratore Cafiero de Raho: sovvertite le regole – “Fermare un corteo religioso per ossequiare il vertice della cosca locale è sovvertire tutte le regole, sociali, religiose e di legalità. Ed è proprio questo che colpisce tutti noi”. Lo ha detto il Procuratore di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho. “Quello che ci si chiede – ha aggiunto – è come sia potuto accadere che in occasione di una manifestazione religiosa così importante nessuno abbia reagito”.

Don Ciotti: la scomunica è automatica – “La scomunica è automatica, non servono processi né formalizzazioni. Il Papa ha detto solo ciò che ogni vero cristiano dovrebbe sapere: chi adora il male è fuori dalla Chiesa”. Lo afferma dalle pagine del settimanale Oggi, da domani in edicola, don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, che commenta così la presa di posizione di alcuni religiosi e teologi, in riferimento al caso dell”inchino’ della statua della Madonna alla processione di Oppido Mamertina, secondo i quali la scomunica per essere efficace deve essere formalizzata.

Alla domanda su chi possa ‘salvarsi’, compreso chi è condannato per favoreggiamento o concorso esterno come Cuffaro o Dell’Utri, don Ciotti risponde: “Dio vuole salvare tutti, ma a patto che ci sia un vero cambiamento. Non va condannato solo il criminale. Ma anche chi lo lascia fare”.

Gratteri, necessario sospendere processioni – “La scelta di campo deve essere netta, senza se e senza ma. E deve riguardare tutti, anche i vescovi e i preti calabresi”: le parole di Papa Francesco vanno intese come un “ordine”, per questo sarebbe necessario “sospendere” le processioni se c’è il sospetto di infiltrazioni. Lo afferma Nicola Gratteri, procuratore aggiunto di Reggio Calabria, in un colloquio con il Messaggero. Secondo il magistrato, intervistato anche da il Fatto Quotidiano, ora “la ‘ndrangheta ha sfidato ufficialmente il Papa” e “si va allo scontro o si cerca la mediazione. Può succedere di tutto”. Ma c’è anche la possibilità che le ‘ndrine “tentino di recuperare il dialogo mediando con i preti compiacenti”, “i mafiosi sono molto generosi coi prelati. E grandi donazioni comprano appoggi importanti”. “Finalmente dopo un secolo e mezzo abbiamo un Papa che ha avuto il coraggio di scomunicare i mafiosi”, sottolinea, e la Chiesa deve cambiare corso: “Non dico che abbiamo una Chiesa collusa, ma che ci sono preti collusi e preti coraggiosi”. “La ‘ndrangheta – afferma – si nutre di consenso popolare. Il mafioso ama farsi vedere vicino al prete e al vescovo perché questa è una forma di esternazione del potere”. Ora il Papa “è venuto e ha posto un diktat. Non solo per i mafiosi. Mi auguro che tutti, a questo punto, siano coerenti con l’ordine”. A proposito dell’annuncio da parte del ministro dell’Interno di inviare 800 uomini in Calabria, Gratteri è scettico: “Io non li ho visti. Sono in Calabria da 29 anni e ho sentito tante promesse e proclami. E invece le forze dell’ordine hanno macchine fatiscenti e senza benzina”.

Lanzetta, sindaco doveva andare via dalla processione – “Il sindaco di Oppido Mamertina doveva abbandonare la processione? Certo, è chiaro”. Così il ministro agli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta, ospite di 24Mattino su Radio 24, sottolineando che “quando uno si accorge di una illegittimità deve dare un segno, altrimenti non si sceglie mai la cosa giusta”. “Il sindaco rappresenta lo Stato su territorio – ha affermato il ministro – sono dell’avviso che dovesse abbandonare”. Ma alla domanda se si debba dimettere, Lanzetta ha risposto: “Il sindaco deciderà quello che è opportuno fare, è una decisione che spetta a lui”.

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