Tagliare abete bianco calabrese, tra gli esemplari più alti d’Europa. Interviene Legambiente · Calabria Page LameziaClick

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Tagliare abete bianco calabrese, tra gli esemplari più alti d’Europa. Interviene Legambiente

abete_bianco(ASCA) – ”La notizia del taglio di alcuni alberi nel bosco Archiforo delle Serre, tra cui alcuni di particolare pregio, desta inquietudine e pone interrogativi sulla gestione del patrimonio boschivo che, soprattutto in Calabria, rappresenta una risorsa unica sia dal punto di vista ambientale che di potenziale sviluppo turistico, e Legambiente si attivera’ in ogni sede, nazionale e comunitaria, per impedire che questo scempio venga compiuto.” E’ quanto sostiene Legambiente Calabria che con una nota a firma di Francesco Falcone, Presidente regionale, e di Franco Sarago’ della segreteria regionale, interviene sulla clamorosa notizia apparsa sulla stampa circa la decisione del Comune di Serra S. Bruno di tagliare, tra le oltre 2.600 piante di abete bianco presenti nel Sic ”bosco Archifo’ro” (codice IT9340121) di 4.913,61 ettari sito quasi interamente all’interno del Parco regionale delle Serre, anche un esemplare secolare di abete bianco che, con i suoi 55 metri d’altezza e 5,5 metri di circonferenza, e’ classificato tra gli esemplari piu’ alti d’Europa. ”La vicenda – continuano Falcone e Sarago’ – ha giustamente creato clamore in tutto il Paese poiche’ rappresenta una risposta sbagliata alla reale esigenza di valorizzare economicamente il patrimonio forestale di una regione che, nonostante sia tra le piu’ forestate d’Italia, manca dei piu’ elementari strumenti di programmazione forestale e di pianificazione dell’uso del bosco che in altri contesti territoriali hanno garantito un reale sviluppo socio-economico.”

La Calabria, infatti, non ha una legge forestale regionale e si affida alle Prescrizioni minime di polizia forestale per gestire e programmare gli interventi forestali che rappresenta un’assurdita’ se si pensa agli interessi economici, legali e non, che ruotano attorno al settore forestale regionale. ”Le difficolta’ economiche che vive il paese e in particolar modo i piccoli comuni, – aggiungono Falcone e Sarago’ – spingono questi ultimi a fare cassa e la vendita di legname spesso diventa una concreta occasione per fare fronte alle esigenze di bilancio. Un rischio che non possiamo e non dobbiamo correre. Siamo convinti che i territori montani, dalla tutela del loro patrimonio ambientale, possano ricevere guadagni, anche in termini concreti ed immediati, imparagonabili a quanto incassato dalla vendita del legname”.

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