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Dal 18 al 22 giugno riparte Trame. Gli organizzatori si affidano al finanziamento “dal basso”

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trame14_presentazioneLAMEZIA TERME (CZ) – Da 10 a 1000 euro, attraverso una piattaforma di crowdfunding che consentirà a tutti di contribuire alla quarta edizione di Trame, in programma a Lamezia Terme dal 18 al 22 giugno 2014. Un sistema di finanziamento diffuso che, se nell’immediato servirà a coprire il mancato finanziamento da parte del Comune, porta con sé una sfida importante: quella di allargare la comunità del Festival dei Libri sulle mafie coinvolgendo quanti vogliono far continuare a vivere e crescere un’esperienza che negli anni ha fatto di Lamezia la capitale della “cultura contro le mafie”.Sarà questa una delle prime novità della quarta edizione del Festival dei libri sulle mafie presentata questa mattina a Palazzo Nicotera dagli organizzatori della Fondazione Trame e dal direttore artistico Gaetano Savatteri che ha annunciato il tema dell’edizione 2014: “le mani sulle città”, ispirato al film di Francesco Rosi, tema che “tocca una questione di stretta attualità, la colonizzazione attuata dalle mafie nelle grandi città al Sud come al Nord”.

Giornalisti, registi, artisti racconteranno l’urbanizzazione selvaggia prodotta dalle mafie, la “colonizzazione” che emerge dalle ultime inchieste condotte dalla Dia, insieme a workshop e spettacoli più leggeri: un programma ricco, nonostante le difficoltà economiche, nel quale – annuncia Savatteri – “i giovani volontari che sono la vera anima del Festival saranno coinvolti ancora di più, così come saranno coinvolti i giornalisti lametini e calabresi nelle presentazioni dei libri”.

Non nasconde la necessità di “stringere la cinghia”, il presidente dell’Associazione Antiracket di Lamezia Armando Caputo che spiega la scelta del crowdfunding come metodo di raccolta fondi “per dare la possibilità a tutti di dare un piccolo contributo, anche simbolico, e dimostrare così che ai cittadini lametini piace avere il Festival”. Se l’obiettivo del “finanziamento diffuso” previsto dal bilancio preventivo della Fondazione Trame è di 40 mila euro, Caputo spiega che anche quest’anno si busserà alle porte degli altri enti, a cominciare dalla Regione Calabria: “noi faremo richiesta di finanziamento come negli altri anni” – spiega Caputo – “anche se data la rilevanza del Festival dovrebbe essere la regione stessa e gli altri enti a muoversi per primi a sostenere la rassegna”.

Tommaso De Pace e Francesco Gaglianese hanno spiegato come funziona la piattaforma crowdfunding, realizzata dall’associazione Aniti e accessibile dal sito risorgimentilab.it o dal sito di Trame. Si potrà versare da 5 a 1000 euro con carta di credito o paypal e ogni donazione riceverà una ricompensa “simbolica”, dal libro autografato alla maglietta, segno di “far parte” della grande famiglia Trame. Le associazioni e le aziende con le donazioni più consistenti vedranno il proprio logo sul cartellone della rassegna.

Una sfida, quella della Fondazione Trame, che venuto meno il contributo del Comune, non si dà per vinta e vuole intercettare quelle spinte positive della società lametina che possono dare una mano alla realizzazione della rassegna. Come i ragazzi del Liceo “Campanella” che partecipano al progetto Pon “Scuolinforma” e che nella prossima edizione daranno il loro contributo all’ufficio stampa del Festival. “Siamo qui per dare il segnale una scuola che si mette a servizio del territorio” ha spiegato la coordinatrice del progetto prof.ssa Michela Cimmino esprimendo soddisfazione per un’iniziativa “che vedrà i nostri giovani cronisti del Campanella, affiancati da due esperti esterni, cimentarsi taccuino alla mano con un rassegna che da quattro anni manda un messaggio di speranza dal cuore della Calabria a tutta l’Italia”.

Sarà più che altro un sostegno logistico quello che potrà offrire quest’anno il Comune di Lamezia Terme: anche se il ricorso sul dissesto dovesse andare a buon fine – ha spiegato il Sindaco – “non potremo stanziare risorse dal bilancio comunale come avevamo auspicato”. Negli anni scorsi il comune ha finanziato la rassegna utilizzando i fondi europei destinati alla cultura. Speranza ha ribadito il sostegno “a un’iniziativa che non è solo un festival, ma una grande esperienza umana e civile che da Lamezia lancia a tutta l’Italia un messaggio positivo di riscatto dalla mafia e dalla mentalità mafiosa”.

Salvatore D’Elia

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