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Armi chimiche a Gioia Tauro. I comuni circostanti minacciano chiusura porto

Molte le reazioni da parte delle istituzioni locali alla decisione del governo di utilizzare il porto di Gioia Tauro per ospitare le operazioni di trasbordo dell’arsenale di armi chimiche siriane dal cargo danese o norvegese all’americana Cape Ray. “Stiamo valutando di emettere un’ordinanza per chiudere il porto”.

Lo ha detto all’Ansa Domenico Madaffari, sindaco di San Ferdinando, il comune in cui ricade il 75% del porto, tutte le banchine. “Vedro’ – ha aggiunto – “con i colleghi di Gioia e Rosarno cosa si puo’ fare con molta calma. Voci danno arrivo nave domani”. “Sara’ una lotta – ha aggiunto Madaffari –” molto dura. Non possiamo venire a sapere certe notizie dalla stampa. Tra l’altro ho chiesto informazioni all’autorita’ portuale e mi e’ stato detto che non sanno niente anche perche’ oggi gli manca la corrente e non possono neanche vedere eventuali comunicazioni via mail. Siamo intenzionati a mobilitare tutta la popolazione”.

Il presidente della Provincia di Reggio Calabria Giuseppe Raffa esprime “forte preoccupazione sulla decisione di fare approdare nel porto di Gioia Tauro la nave che trasporta le armi chimiche siriane. Mi auguro – dice Raffa- che tale scelta sia stata valutata attentamente sotto il profilo ambientale e sugli eventuali problemi che potrebbe causare al territorio. L’auspicio – sottolinea il Presidente – è che la movimentazione di questo materiale altamente nocivo non rappresenti un rischio per la salute pubblica. Di fronte a tale decisione c’è da chiedersi se l’Arpacal sia stata coinvolta nella valutazione del rischio legato ad eventuali fughe di sostanze tossiche nocive per l’uomo e l’ambiente. Ed ancora: i vertici della Regione Calabria e le istituzioni locali sono stati preventivamente avvisati della decisione governativa? A questo punto, nell’interesse dei cittadini, si rende urgente un chiarimento da parte degli organi competenti. Se così non fosse si creerebbe anche un problema di ordine politico – istituzionale sul quale bisogna riflettere”.

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