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Maltempo Calabria: Mangone (Cerere), gravi danni per agricoltori

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CATANZARO –  ”Gli agricoltori delle provincie di Catanzaro e Crotone sono stati tutti fortemente danneggiati, in pianura come in collina e montagna, dall’enorme massa d’acqua caduta sui territori, a partire dalla notte e, soprattutto, nelle prime ore del mattino del 19 novembre scorso”. Lo afferma Giuiseppe Mangone, Presidente di Cerere Calabria.

 

”Nella piana di Isola Capo Rizzuto, solo fino al giorno prima, le aziende, per irrigare i finocchi, erano costretti a chiedere agli ex IPA (Ispettorati provinciali dell’Agricoltura) quote aggiuntive di gasolio per prelevare acqua dai pozzi con le pompe meccaniche, per fronteggiare la mancanza d’acqua.In poche ore, l’acqua e’ arrivata – dice Mangone – allagando i campi e coprendo di fango e detriti intere coltivazioni. In collina, le olive erano pronte per essere raccolte ma, la furia dell’acqua le ha rese inservibili. Tanti agrumeti, allocati sui lati del fiume Simeri e Alli, sopravvissuti ad altre alluvioni, ancora prima che le relative acque venissero incanalate ai fini irrigui o per uso potabile, sono stati cancellati dalle frane del territorio da un lato e dall’erosione dall’altro”.

”In montagna non si contano le frane e smottamenti. Chi paghera’ per tutto questo? Come al solito – afferma Mangone – nessuno. Sono partite le solite richieste di dichiarazioni di ”stato di calamita’ naturale”. Si produrranno i consueti accertamenti dei danni e si faranno le domande di risarcimento. Gli interventi saranno il rinvio delle cambiali agrarie che determinera’ un ulteriore aggravamento della situazione finanziaria delle aziende e, fra qualche anno, probabilmente, qualche briciola.

Questo andazzo non puo’ piu’ continuare, perche’ porta solo danni e morte per la nostra economia e per le nostre popolazioni.

Occorre una seria politica – afferma Mangone – per il territorio incentrata sui bacini idrogeologici, attivare interventi seri di regimazione delle acque, di pulitura dei canali e dei fiumi, anche attraverso un’efficace mobilitazione dell’importante forza lavoro dei forestali e dei consorzi di bonifica”.

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